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L'Esercito Indiano è la parte più numerosa delle Forze armate indiane ed ha il compito principale di condurre operazioni militari di terra. Secondo alcune fonti, sarebbe l'esercito più numeroso al mondo.
L'esercito Indiano detiene circa 3.800.000 integranti di vario genere (1.300.000 titolari, 1.200.000 riserve e 1.300.000 paramilitari). È un servizio militare totalmente volontario, dato che il servizio di leva non è mai stato istituito in India. L'esercito ha una grande esperienza in diversi tipi di terreni, dato che l'India ha grandi differenze in questo aspetto sul suo territorio nazionale, e ha acquisito una discreta storia di utilizzo da parte delle Nazioni Unite nelle loro operazioni di pace.
La forza è comandata dal Capo di Stato Magggiore, al momento il Generale Joginder Jaswant Singh. Il grado più alto nell'Esercito Indiano è Maresciallo di Campo, ma è un grado onorario e può concederlo solo il Presidente dell'India e solamente in circostanze eccezionali. (Vedi Maresciallo di Campo (India)). I Generali Sam Manekshaw e Kodandera Madappa Cariappa sono i soli due ufficiali che hanno raggiunto questo grado. Dato che il Maresciallo di Campo è un grado onorario, i Marescialli di Campo sono gli unici ufficiali che non si ritirano mai dalla carica.
Indice |
La dottrina dell'Esercito Indiano ne definisce il ruolo come
« "L'Esercito Indiano è la componente terrestre delle Forze Armate Indiane, che esistono per sostenere gli ideali della Costituzione Indiana. In quanto rilevante componente del potere nazionali, insieme con la Marina Indiana e l'Aeronautica Militare Indiana, i ruoli dell'Esercito Indiano sono i seguenti:
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| Per approfondire, vedi la voce Storia militare dell'India. |
Template:Military of India
Non appena l'India ottenne l'Indipendenza, nel 1947, l'Esercito dell'India Britannica fu diviso in due parti, per servire le nazioni, appena create, dell'Unione Indiana e della Repubblica Islamica del Pakistan. Molte unità furono destinate all'India, le restanti al Pakistan. Alcune unità Gurkha furono ritenute nell'Esercito Britannico
| Per approfondire, vedi la voce Guerra Indo-Pakistana del 1947. |
Quasi immediatamente dopo l'Indipendenza, le tensioni fra l'India ed il Pakistan cominciarono a degenerare. Fu così che la prima di tre guerre totali fra le due Nazioni scoppiò in relazione alla Principato del Kashmir. A seguito della riluttanza del Maharaja del Kashmir di accedere sia all'uno sia all'altro Stato, un impaziente Pakistan sponsorizzò l'idea di un'invasione tribale di parti del Kashmir. Stando alla lettura che l'India ne dà, fra questi erano compresi anche membri regolari dell'Esercito Pakistano. Poco più tardi, il Pakistan inviò le proprie truppe per annettere lo Stato.
Il Maharaja, Hari Singh, si appellò all'India ed a Lord Mountbatten -- il Governatore Generale --, chiedendo aiuto, ma gli fu risposto che l'India non vedeva alcuna ragione per intervenire. Fu così che il Maharaja firmò l'Atto di Accessione ed il Kashmir, unilateralmente, entrò a far parte dell'Unione Indiana (una decisione, successivamente, ratificata dalla Gran Bretagna, ma mai accettata dal Pakistan). Immediatamente dopo, le truppe indiane furono aviotrasportate a Srinagar e, in una famosa operazione, rintuzzarono gli invasori. Una guerra intensa fu combattuta da un capo all'altro del Paese e quelli che erano stati colleghi si ritrovarono a combattere su due fronti opposti.
Entrambi gli Stati riuscirono ad assicurarsi alcuni territori, ma subirono perdite significative.
Una non facile pace, sponsorizzata dalle Nazioni Unite fece tornare alla pace i due contendenti per la fine del 1948, con i Soldati Indiani e Pakistan a fronteggiarsi direttamente sulla Linea di controllo che, da allora, divide il Kashmir in due zone. Le tensioni fra l'India ed il Pakistan, soprattutto con riguardo al Kashmir, non sono mai state totalmente eliminate da allora.