| Genova | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 19 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 243,60 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 2.511,01 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | vedi: quartieri di Genova | ||||||||
| Comuni contigui: | Arenzano, Bargagli, Bogliasco, Bosio (AL), Campomorone, Ceranesi, Davagna, Masone, Mele, Mignanego, Montoggio, Sant'Olcese, Sassello (SV), Serra Riccò, Sori, Tiglieto, Urbe (SV) | ||||||||
| CAP: | 16100 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 010 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 010025 | ||||||||
| Codice catasto: | D969 | ||||||||
| Nome abitanti: | genovesi (in ligure: zeneixi) | ||||||||
| Santo patrono: | San Giovanni Battista | ||||||||
| Giorno festivo: | 24 giugno | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
| « Sono sorvegliata da soldati, circondata da splendide mura e scaccio lontano con il mio valore i dardi nemici. Se pace tu porti, accostati pure a queste porte, se guerra tu cerchi, triste e battuto ti ritirerai. Il Meridione e il Ponente, il Settentrione e l'Oriente sanno su quali enormi fremiti di guerre io Genova abbia prevalso. » | |
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(da un'iscrizione medioevale sull'antica Porta Soprana)
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Genova (Zena in ligure, pronuncia /'zena/) è il capoluogo dell'omonima provincia e della regione Liguria.
Metropoli di mare, e città dalla gloriosa storia, capitale del Genovesato, forte di antiche tradizioni legate alla cultura della marineria non solo di area mediterranea, Genova è conosciuta con gli appellativi di Superba o Dominante dei mari, ed è oggi una delle più importanti e popolose aree urbane italiane con 878.000 abitanti[2].
L'Area metropolitana di Genova, non ancora istituita, ma definita da una legge regionale del 1991[3] comprende una quarantina di comuni della provincia di Genova.
La sua area di influenza, non istituzionalizzata ufficialmente, si estende, per ragioni storiche, culturali, economiche ed infrastrutturali, oltre che a tutta la provincia di Genova e a parte di quelle liguri limitrofe di la Spezia e Savona, alla pianura alessandrina, alle aree dell'Oltregiogo, del Basso Piemonte e al circondario di Bobbio (in provincia di Piacenza).
Già sede dell'industria pesante (in gran parte dimessa o delocalizzata) secondo uno studio del 2004 si posizionava nell'anno 2000 al quinto posto fra i comuni italiani in termini di PIL[4].
È stata nel 2004 capitale europea della cultura ed oggi importante centro turistico, scientifico e universitario. Il suo porto è tornato competitivo rispetto a quello francese di Marsiglia-Fos per il primato del trasporto mercantile in ambito mediterraneo.
Nel 2006, una parte del suo centro storico è stata inclusa fra i patrimoni dell'umanità UNESCO.
| Per approfondire, vedi la voce Territorio di Genova. |
Il territorio del Comune di Genova misura 243 km², ed è composto da una sottile fascia costiera alle cui spalle si ergono colline e monti anche di notevole altezza (il punto più alto del territorio comunale è la vetta del monte Reixa, posta a 1.183 metri sul livello del mare. Il territorio comunale, nella sua porzione occidentale, raggiunge ed in alcuni punti oltrepassa lo spartiacque appenninico (in corrispondenza dell'alto corso del torrente Stura), ed arriva a confinare direttamente con la regione geografica del Basso Piemonte (comune di Bosio).
La fascia costiera, da Vesima a Capolungo di Nervi, è lunga circa 42 km, ed è orientata da O-NO verso E-SE. Ad esclusione delle frazioni di Vesima e Crevari, Genova appartiene geograficamente alla Riviera di Levante (considerando come confine convenzionale la foce del torrente Leira, che corrisponde al punto più settentrionale del mar Ligure).
A metà strada tra Vesima e Capolungo si apre l'anfiteatro naturale del Porto di Genova, racchiuso a ponente dalla collina di San Benigno (parzialmente spianata durante il fascismo per le esigenze portuali), a levante dalla collina che da Carignano sale al Righi fino a congiungersi, all'altezza del Forte Sperone, con quella di San Benigno.
All'esterno dei due contrafforti scorrono i due torrenti principali della città: a levante il Bisagno, che termina la sua corsa nel quartiere della Foce; a ponente il Polcevera, che divide Sampierdarena da Cornigliano. Si delineano così cinque zone principali: il centro; la Valpolcevera; la Valbisagno; il ponente; il levante.
| Per approfondire, vedi le voci Clima di Genova, Stazione meteorologica di Genova Centro e Stazione meteorologica di Genova-Sestri Ponente. |
Il clima di Genova è complessivamente temperato marittimo, mediterraneo di transizione, influenzato sovente da influssi atlantici. Si caratterizza per scarse escursioni termiche giornaliere, in media di circa 6/7 °C in tutte le stagioni, ed escursioni termiche annue abbastanza contenute (16°C di differenza tra mese più freddo e mese più caldo).
Gennaio, con una temperatura media di +8,0°C, è il mese più freddo. Le notti sono spesso fredde ma le gelate risultano rare (in media poco più 3 giorni di gelo all'anno e non sono inusuali inverni del tutto privi di gelate), la temperatura più bassa di sempre registrata in città è stata di -8,0°C (13 febbraio 1929), mentre nel gennaio del 1985 la minima più bassa fu di -6,8°C (7 gennaio). Le nevicate sono rare ma non eccezionali, talvolta gli accumuli possono essere abbastanza importanti (il 3 marzo 2005 e il 26/27 gennaio 2006 si ebbero accumuli definitivi attorno ai 30 cm nell'area costiera urbana). L'inverno genovese risulta essere piovoso nella sua fase iniziale (soprattutto durante la terza decade di dicembre e le prime due di gennaio), tuttavia le precipitazioni tendono lievemente ad attenuarsi nella seconda parte della stagione (febbraio è l'unico mese del semestre freddo ad avere una media pluviometrica inferiore ai 100 mm) per riprendere in marzo e aprile in modo consistente (massimo pluviometrico secondario), a partire dal mese di maggio invece si ha una certa attenuazione della piovosità, riduzione che si accentuerà nei mesi estivi.
L'estate, a Genova, è relativamente poco piovosa, a giugno le precipitazioni tendono a diminuire e a farsi più irregolari (medie pluviometriche quasi ovunque comprese tra i 50 e i 60 mm), ma il mese complessivamente più asciutto è luglio (con una media pluviometrica inferiore ai 30 mm), una relativa ripresa delle precipitazioni si ha invece in agosto (media pluviometrica che sale a 75/80 mm). Se la prima parte del mese di giugno raramente è interessata da periodi prolungati di calura, questi diventano statisticamente più probabili verso la fine del mese e nel bimestre luglio-agosto; le temperature medie in luglio e agosto sono comunque comprese tra i 20-21°C della notte e i 27-28°C del giorno. Le temperature diurne nei mesi centrali dell'estate superano solo saltuariamente i 30°C, mentre la massima assoluta storica (risalente al 3 luglio 1952) è di +36,6°C, tuttavia, seppure in genere moderato, il caldo estivo tende a essere abbastanza afoso in ragione degli elevati tassi di umidità relativa, ad attenuare la sensazione di calura concorrono comunque le brezze diurne, tipiche dei climi marittimi.
Seppure coincida con il periodo meno piovoso dell'anno l'estate genovese si presenta piuttosto dinamica sotto il profilo meteorologico, a luglio infatti non sono eccezionali né forti temporali né intensi e localizzati rovesci, mentre le precipitazioni medie tendono ad aumentare nel mese di agosto per portarsi attorno ai 100 mm già a settembre (tipico mese di transizione tra estate e autunno).
L'autunno è una stagione molto piovosa, le precipitazioni medie si attestano sui 160 mm in ottobre (mese mediamente più piovoso dell'anno), mantenendosi poi ben al di sopra dei 100 mm anche nei mesi di novembre e dicembre. Tra fine agosto e inizio settembre le temperature medie giornaliere cominciano a scendere progressivamente, in autunno il decremento termico si fa consistente (il mese di settembre registra una media giornaliera delle temperature di circa 21°C, che scende attorno ai 17°C in ottobre e a circa 12°C in novembre). Dicembre è già un mese invernale sotto il profilo termico (media giornaliera 1961-1990: +9,2°C) mentre, per quanto riguarda le configurazioni bariche, presenta aspetti di transizione tra autunno e inverno (prime consistenti avvezioni di aria fredda artico-marittima o continentale, alternate a fasi di tempo più mite dominato da correnti meridionali od occidentali). Genova è una città complessivamente piovosa, che registra accumuli medi annuali che possono variare in maniera consistente anche all'interno dello stesso perimetro urbano (dai 1077 mm/anno dell'Aeroporto C. Colombo di Genova Sestri ai 1250-1300 mm di alcuni quartieri orientali della città), la distribuzione delle precipitazioni avviene su un numero relativamente contenuto di giorni (di norma circa 70/anno), per cui non sono rari fenomeni particolarmente violenti, soprattutto ad inizio autunno (basti pensare all'alluvione dell'8-9 ottobre 1970 o a quelle del 27 settembre 1992 e 23 settembre 1993) o in primavera, si tratta di nubifragi eccezionalmente violenti per un'area collocata alle medie latitudini, e in cui possono cadere ingentissimi quantitativi di precipitazioni (anche alcune centinaia di mm) nell'arco di sole 12 o 24 ore. A determinare questa peculiare pluviometria è infatti la particolare geografia genovese, che vede la città sorgere al centro di un arco montuoso, le cui pendici si insinuano direttamente nel mare e in cui, la completa apertura delle vallate rispetto ai venti meridionali, favorisce la condensazione delle masse d'area provenienti da Sud, masse d'aria già di per sé cariche di umidità, acquisita scorrendo al di sopra delle acque del Mar Mediterraneo.
| Per approfondire, vedi la voce Storia di Genova. |
L'origine del nome Genova viene fatto risalire ad una radice indoeuropea *geneu- ("ginocchio") oppure *genu- ("mascella, bocca")oppure la più fondata: "ienua", che in latino significa "porta". Infatti Genova, per gli antichi Romani, era la "porta", il confine tra l'impero Romano e la provincia Gallica. Il toponimo potrebbe anche riferirsi ad una qualche caratteristica fisica del sito sul quale sorse il primitivo oppidum di Genova: nel caso di *geneu potrebbe indicare l'insenatura del Porto Vecchio, simile alla curvatura interna del ginocchio, mentre genu- sarebbe un'allusione alla foce ("bocca") di uno degli antichi corsi d'acqua del sito[5].
| “ | ... Vedrai una città regale, addossata ad una collina alpestre, superba per uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica signora del mare ... | ” |
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—Francesco Petrarca, 1358, Itinerarium breve de Ianua ad Ierusalem |
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A corroborare questa evidenza è il fatto che la maggioranza dei linguisti considerino Genua e Genaua (Ginevra) varianti dello stesso nome[5] (la posizione geografica e la forma di Ginevra, posta all'estremità del Lemano, ricordano non a caso quella di Genova).
La leggenda vuole invece che derivi dal nome del dio romano Giano[6], perché, proprio come il Giano bifronte, Genova ha due facce: una rivolta verso il mare, l'altra oltre i monti che la circondano. La tradizionale fedeltà della popolazione Genuate a Roma, risalente alle guerre puniche, ha reso inevitabile che successivamente, in epoca medievale, la tesi romana venisse presa in maggiore considerazione e che la città assumesse il nome latino di Ianua, derivandolo direttamente da Janus, ovvero Giano.
Gli antichi romani consideravano Giano come l'iniziatore dell'uso della moneta nella società ed il protettore di tutti i passaggi: della porta di casa, delle Porte di accesso alle città, dei porti e dei valichi (denominati appunto anche porte). Ciò trova un solido riscontro tutt'oggi nel fatto che Genova sia considerata e spesso chiamata "la porta d'Europa sul Mediterraneo".
La porta ha un'importanza particolare nella cultura architettonica genovese e questo rapporto si palesa sia negli antichi portali, decorati e sullo stipite dei quali è posto un bassorilievo, spesso raffigurante San Giorgio che uccide il drago o altre scene di santi, sia nelle porte che nei vari secoli si sono aperte lungo le mura della città, e nel valore simbolico loro dato. Nella Cattedrale di San Lorenzo esiste una sua immagine con la scritta Ianus Primus Rex Italiae
L'immagine ambivalente del Giano bifronte, che guarda al passato e vede il futuro, Genova - città proiettata al futuro ma che sa guardare al proprio passato - la rispecchierà sempre, anche nei suoi simboli, in particolare nel Grifone (con la fierezza del leone e la nobiltà dell'aquila, vicino a Dio e forte in terra), nella propria vocazione di luogo di servizi, nelle sue istituzioni, nelle sue tradizioni.
Il nome della città in dialetto genovese ha subito una contrazione: in passato veniva chiamata Zenoa (pronuncia Senua, con la esse sonora), mentre oggi viene chiamata Zena (pronuncia Sena, sempre con la s sonora).
| Repubblica marinara |
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Genova, assieme a Venezia, Pisa ed Amalfi, fu una delle Repubbliche marinare che dominarono la scena mediterranea ed europea durante il basso medioevo e il rinascimento. In quest'epoca Genova era conosciuta anche come "La Dominante dei mari", questo grazie alla posizione di predominanza che raggiunse a livello internazionale, soprattutto in campo economico e commerciale oltre che - nella sua prima fase - in quello militare. |
La storia di Genova è la storia dei suoi abitanti che furono (o furono definiti), al tempo stesso, signori del mare, mercanti e guerrieri capaci, se del caso, di inaudita ferocia. Seppero dare vita, in epoca di dominanze, ad una propria repubblica, la Repubblica di Genova, nata dal libero comune, che si resse in otto secoli su diverse forme di governo: dalla forma consolare a quella dogale a quella, infine, oligarchica. La sua politica si fondò comunque sempre su di un disegno di dominio regionale, studiato e portato avanti sin dagli albori.
Il dominio sulla riviera ligure e la costruzione di un'imponente flotta, al tempo stesso militare e mercantile fu di vitale importanza per dare impulso alla nascita di uno stato che per oltre quattrocento anni basò la propria esistenza sulla diplomazia e sulla neutralità, oltre che sul commercio.
Il detto - di un poeta anonimo - "Genuensis, ergo mercator", ossia "Genovese quindi mercante" - fu mirabile sintesi di quel mercanteggiare così famoso nel mondo sul quale i genovesi basarono un impero coloniale fondato su colonie oltremarine che andava dall'Iraq alle Canarie, dall'Inghilterra alla Palestina (raggiunta fin dalla prima crociata), racchiudendo nel proprio pugno tutto il mar Mediterraneo occidentale e il mar Nero, definito il Lago genovese, e tenendo testa quando non ponendo sotto il proprio controllo tre imperi: quello Svevo, quello Bizantino e quello Asburgico, del quale ultimo i genovesi controllavano l'economia ed il commercio. Caffa, Solcati, Tana, Chio, Focea, Metelino, Pera non sono che alcune fra le tante Genova che i mercanti della Superba fecero risplendere nei commerci.
Perso il proprio potere sui mari, ma non sui mercati del mondo, nel 1797 l'onda lunga della rivoluzione francese investì anche la repubblica che pagò la sua condizione di neutralità con insostenibili pressioni esterne che la portarono all'occupazione nel 1805 ed alla successiva annessione all'impero napoleonico.
Nel 1814, a seguito della capitolazione di Parigi, Genova fu occupata dalla marina inglese che formò un Governo provvisorio, paventando un ritorno allo status quo ante. Nel 1815, invece, le potenze europee, in gran parte debitrici dell'antico Banco di San Giorgio decisero la soppressione della repubblica e l'annessione al Regno di Sardegna, malgrado i disperati tentativi del doge a Vienna per mantenere l'indipendenza e la reciproca antipatia - per dir così - con i monarchi sabaudi.
| Per approfondire, vedi la voce Croce di San Giorgio. |
La bandiera di Genova è costituita da una croce rossa su campo bianco: è detta anche croce di San Giorgio e nell'antichità era simbolo dei pellegrini che si recavano presso i luoghi santi del Cristianesimo e che dopo il 1095, anno di conquista di Gerusalemme da parte dei Turchi selgiuchidi, mossi in gran parte (in un primo momento) da spirito sincero di missione, decisero di prendere la croce ed armarsi per liberare la terra ove nacque e visse Gesù Cristo, in risposta ai ripetuti attacchi subiti dai Turchi, decisi - soverchiati gli Arabi - a spingersi alla conquista dell'impero Bizantino.
La simbologia del Salvifico vessillo della vera croce - come Jacopo da Varagine indicò la croce di San Giorgio - determinò nel medioevo, per i pellegrinaggi armati, l'appellativo di crociate cristiane.
L'uso del vessillo da parte dei Genovesi pare risalire ad epoche remote, quando l'esercito bizantino stanziava nella città ed il vessillo della guarnigione (una croce rossa in campo bianco) veniva portata in omaggio nella piccola chiesa di San Giorgio.
Nel 1190 Londra e l'Inghilterra chiesero e ottennero la possibilità di utilizzo della bandiera crociata per avere le loro navi protette dalla flotta genovese nel Mar Mediterraneo e in parte del Mar Nero dai numerosi attacchi di pirateria; per questo privilegio il monarca inglese corrispondeva al Doge della Repubblica di Genova un tributo annuale. L'Inghilterra, la città di Londra e la Royal Navy issano tutt'oggi la bandiera di San Giorgio ed è la loro bandiera nazionale.
Erroneamente lo storico Francesco Maria Accinelli indica lo stemma milanese come derivazione di quello genovese ("E mandati dalla Repubblica 500 balestrieri con la suddetta insegna in soccorso dei Milanesi nel 1247, espugnata col loro valore la città Vittoria nuovamente fabbricata da Federico II vicino a Parma, vollero i Milanesi per maggiore onore assumersi dello stendardo de' Genovesi l'insegna"), che invece risale al 1066[7], quando l'effige venne consegnata ufficialmente dal papa Alessandro II (il milanese Anselmo da Baggio) ad Erembaldo, capitano del popolo di Milano in rivolta contro l'Impero.
Genova è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione perché è stata insignita della medaglia d'oro al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.
Medaglia d'oro al valor militare
Grifo d'Oro: il comune di Genova assegna tale onorificenza alle persone che hanno reso famoso il nome di Genova nel mondo.
La nuova Genova ha basato la sua rinascita soprattutto sul recupero delle aree verdi dell'immediato entroterra (fra cui quella del Parco naturale regionale del Beigua) e sulla realizzazione di opere infrastrutturali come l'Acquario al porto antico - il più grande d'Italia ed uno dei maggiori in Europa - e la relativa Marina (il porticciolo turistico in grado di accogliere centinaia di imbarcazioni da diporto). Tutto questo all'interno della ristrutturata Area Expo predisposta per le Celebrazioni colombiane del 1992.
Il ritrovato orgoglio ha restituito alla città la consapevolezza di essere una città in grado di guardare al futuro senza scordare il proprio passato. E la ripresa di numerose e rigogliose attività artigianali, da tempo assenti dai caruggi del centro storico, ne è una testimonianza diretta.
A contribuire a tutto questo sono state anche le opere di restauro compiute fra gli anni ottanta e novanta su numerose chiese e palazzi cittadini, fra cui, sulla collina di Carignano, visibile quasi da ogni parte della città, la rinascimentale Basilica di Santa Maria Assunta.
| “ | Con quella faccia un po' così/ quell'espressione un po' così/ che abbiamo noi/ che abbiamo visto Genova ... | ” |
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—Paolo Conte, da Genova per noi |
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Il totale recupero del Palazzo Ducale - un tempo sede di dogi e senatori e ora luogo di eventi culturali - e del porto antico e la riedificazione del Teatro Carlo Felice, distrutto dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale che risparmiarono solo il pronao neoclassico dell'architetto Carlo Barabino, sono stati altri due punti di forza per la realizzazione di una nuova Genova.
Un altro monumento di rilevante importanza riportato a nuovo splendore è il Cimitero monumentale di Staglieno, nel quale riposano le spoglie di molti personaggi noti, fra i quali Giuseppe Mazzini, Fabrizio De André e la moglie di Oscar Wilde.
| Per approfondire, vedi la voce Centro storico di Genova. |
Il centro storico di Genova è uno tra i più grandi d'Europa (misura circa quattrocentomila metri quadri), e per molti aspetti anche uno fra i più decadenti a causa dell'incuria e del forte tasso di inquinamento, sebbene sia attualmente in corso una lenta ma importante opera di bonifica.
La sua struttura urbanistica, nella parte più antica, articolata com'è in un dedalo di piazzette e stretti caruggi, unisce una dimensione medioevale a successivi interventi cinquecenteschi e barocchi (piazza San Matteo e la vecchia via Aurea, oggi via Garibaldi).
Resti delle antiche mura secentesche sono visibili tuttora nei pressi della cattedrale di San Lorenzo, luogo di culto per eccellenza dei genovesi.
Simboli della città sono la Lanterna (alta 117 m) antico e svettante faro visibile in distanza dal mare (oltre 30 km), e la monumentale fontana di piazza De Ferrari, recentemente restaurata, cuore pulsante e vera e propria agorà cittadina.
Meta turistica per eccellenza è anche l'antico borgo marinaro di Boccadasse, con le pittoresche barche multicolori, posto come a sigillo della elegante passeggiata che costeggia il Lido d'Albaro, e rinomato per i suoi famosi gelati.
Appena fuori dal centro, ma ancora parte dei trentatré chilometri di costa compresi nel territorio comunale, si trovano Nervi, naturale porta d'accesso alla Riviera ligure di levante e Pegli, naturale porta d'accesso alla Riviera ligure di ponente.
Con la sua caratteristica skyline che ancor oggi per chi proviene dal mare la fa apparire come una insormontabile fortezza, contraddistinta com'è dalla sua fitta rete di fortificazioni collinari su ampie mura che in antiche epoche belliche l'hanno resa inespugnabile sia agli attacchi dal mare quanto da quelli via terra - Genova non poteva rinunciare, specialmente a partire dagli anni sessanta, ad un proprio rinnovamento e ammodernamento, che doveva necessariamente passare, al pari di quanto avvenuto in tante altre metropoli, attraverso la realizzazione di grandi complessi abitativi di tipo popolare, la cui qualità, utilità e funzionalità è stata ed è peraltro ancora oggetto di discussione (e talvolta di contestazione) da parte dei cittadini residenti.
A tal proposito, si citano ad esempio i casi rappresentato dal cosiddetto "Biscione", complesso edilizio a forma, appunto, di lungo serpentone, situato sulle alture del popoloso quartiere di Marassi, e dal gruppo di case dette le Lavatrici, a ponente di Pegli.
Per altre soluzioni architettoniche che l'hanno contraddistinta, Genova è peraltro diventata da qualche decennio una sorta di capitale dell'architettura moderna italiana, se non europea. Questo si deve principalmente all'opera all'architetto Renzo Piano che dalla fine degli anni sessanta si è occupato della ristrutturazione di alcune fra le più conosciute città del mondo.
Il nome di Piano ha acquisito notorietà a partire soprattutto dal 1992, quando Genova accolse per le Celebrazioni colombiane del 1992 (Colombiadi) i visitatori nel porto antico, il waterfront dell'angiporto completamente restaurato per l'occasione e simbolizzato dal Grande Bigo stilizzato (sorta di marchio di fabbrica dell'attività portuale genovese).
Oltre ad un completo restyling dell'area, l'antica zona portuale situata nei pressi del varco del Mandraccio, a Porta Siberia, è stata arricchita scenograficamente dallo stesso Piano con una grande sfera in metallo e vetro installata nelle acque del porto, non lontano dall'Acquario e inaugurata nel 2001 in occasione del Vertice del G8 tenutosi a Genova. La sfera (chiamata dai genovesi anche "Bolla di Piano"), dopo essere stata impiegata per un'esposizione di felci da parte dell'Orto Botanico di Genova, ospita ora al suo interno la ricostruzione di un ambiente tropicale, con numerose piante, piccoli animali e farfalle.
Piano ha inoltre progettato per la Superba anche le stazioni della metropolitana e, nella zona collinare della città, progettato e iniziato la costruzione - in collaborazione con l'UNESCO - di Punta Nave, sede del "Renzo Piano Building Workshop".
Soprattutto per chi transita per il centro di Genova lungo la strada sopraelevata, magari per imbarcarsi al vicino terminal traghetti, è visibile nelle vicinanze del porto antico il cosiddetto Matitone, controverso quanto singolare grattacielo a forma di lapis, che affianca il gruppo di torri del WTC, cuore del complesso edilizio di San Benigno, oggi sede anche di parte dell'amministrazione comunale e di numerose aziende.
| Per approfondire, vedi la voce Categoria:Chiese di Genova. |
| Per approfondire, vedi le voci Castello d'Albertis e Castello Mackenzie. |
| Per approfondire, vedi la voce Palazzi dei Rolli di Genova. |
| Per approfondire, vedi la voce Forti di Genova. |
Antichi presidi fortificati, posti nei parchi collinari, subito a ridosso della città. Oltre a dare un importante testimonianza della potente storia della "Dominante dei Mari", alcuni di essi vengono oggi utilizzati anche per concerti, feste e ritrovi giovanili, soprattutto per quanto concerne la vita notturna.
| Per approfondire, vedi la voce Parchi di Genova. |
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Abitanti censiti 
Genova per superficie è la terza metropoli dopo Roma e Venezia con 243,6 km², sesta per popolazione nel solo territorio comunale e nella relativa area urbana, (rispettivamente circa 610.000 e 878.000 abitanti al censimento del 2001) [9][3][10], e quinta città italiana per popolazione dell'hinterland metropolitano esteso (Hinterland Genova-Savona-Alessandria 1,5 milioni circa) e per movimento economico [11].
Questi cinque fattori (superficie 3°, pop. comunale 6°, pop. area urbana 6°, pop. hinterland esteso 5°, movimento economico 5°), la rendono complessivamente la quinta città più grande di Italia (nonostante Palermo conti circa 50.000 residenti in più).[senza fonte]
La popolazione comunale costituita da 287.362 uomini e 324.321 donne (al 30 giugno 2008)[1] è oggi prevalentemente di origine italiana; tuttavia è in netta crescita la presenza di immigrati (nel 2003 il numero di immigrati è tornato ad essere maggiore rispetto a quello degli emigrati, mantenendosi tale fino al 2005, e un ulteriore valore positivo del saldo migratorio si è verificato tra il 2007 e il 2008), in particolare ecuadoriani (il gruppo maggioritario, passati dai 3.048 del 2000 ai 13.287 del 2007, anno in cui rappresentano il 35,76% degli stranieri residenti) con diverse migliaia di nuovi immigrati all'anno, seguito da albanesi, marocchini, peruviani, nigeriani, rumeni e cinesi.
Dopo una crescita contenuta nella seconda metà del XIX secolo, periodo in cui moltissimi genovesi emigrarono verso le Americhe, la città ha vissuto per buona parte del XX secolo un'esplosione demografica legata alla crescente espansione del porto e dell'industria pesante. Ad una prima fase di immigrazione dalle vallate del genovese e del basso Piemonte, seguì, dopo la I guerra mondiale, un afflusso considerevole di veneti e friulani.
Negli anni cinquanta, sessanta e settanta l'esplosione demografica è stata enfatizzata dall'immigrazione interna prevalentemente dal meridione d'Italia (in particolari di residenti della Sicilia e della Sardegna), che ha provocato problemi di natura logistica e soprattutto urbanistica a causa della mancanza di spazi edificabili pianeggianti, con la conseguente urbanizzazione massiccia delle aree collinari alle spalle del centro cittadino e degli sbocchi litoranei.
La crescita demografica si è progressivamente arrestata sino a diventare una vera e propria "implosione". Gli abitanti sono infatti passati dagli oltre 816 mila del 1971 ai circa 610 mila del 2001: Genova ha perso un quarto della popolazione in 30 anni. Complice di tale situazione è anche l'età media dei residenti, che soprattutto in alcuni quartieri è decisamente elevata, il che comporta un numero di morti superiore a quelle delle nascite (nel 2006 si sono registrate 4680 nascite contro 8158 decessi[1]).
Confrontando i dati della popolazione del censimento del 1981 con quello del 2001, la popolazione di Genova è variata da 762.895 a 610.307 abitanti, per un decremento di 152.588 unità, pari ad una variazione negativa di circa il 20%. Al contrario della maggior parte delle altre città densamente popolate che hanno avuto una diminuzione dei residenti negli stessi anni, dove ad una perdita di popolazione del capoluogo è corrisposto un aumento medio della popolazione dei comuni della stessa provincia, in grado di compensare la prima se non addirittura superarla, nel caso di Genova anche la somma della popolazione degli altri 66 comuni della provincia è diminuita, passando dai 282.214 abitanti del 1981 ai 267.775 abitanti del 2001, per un decremento di 14.439 unità, pari ad una variazione negativa di circa il 5,1%.[12]
L'età media dei genovesi (al 31/12/2007) è di 47,1 anni, con un picco di 48,7 anni nel municipio (x circoscrizione) Medio levante. L'indice di vecchiaia (rapporto tra gli over 65 e gli under 15) cittadino è di 242,5 (ovvero vi sono 242,5 persone di 65 anni e oltre per ogni 100 giovani sotto i 15 anni), con come estremi la circoscrizione Centro est (209,1) e il Medio levante (271,3); nel 2001 l'indice di vecchiaia cittadino era di 245,1.[13] Nel marzo 2008 vi sono in città 286.961 residenti di sesso maschile (il 47% della popolazione) e 323.902 di sesso femminile (53%).[1]
A Genova il numero medio di componenti per famiglia (al 31/12/2007) si attesta a 2,034 e vi sono 298.467 nuclei familiari (al 31/12/2007). Tra le famiglie il 41,8% è composto da un solo componente (124.714 famiglie), il 28,2% da due persone (84.125 famiglie), il 18,1% da tre persone (54.085 famiglie), il 9,7% da quattro persone (29.052 famiglie) e il restante (6491 famiglie) con cinque o più componenti[13]
Nel 2007 vi sono stati 2087 matrimoni, di cui 1199 civili (476 in cui almeno uno degli sposi era divorziato) e 888 religiosi. Gli scioglimenti di matrimonio, sempre nel 2007, sono stati 721. Dei 2087 matrimoni 1579 sono stati tra italiani, 199 tra stranieri e 309 misti. Dal 2004 il numero di matrimoni civili è superiore a quello dei matrimoni religiosi (principalmente per via dell'aumento di matrimoni in cui almeno uno dei due cogniugi è divorziato).[13]
Al 31 dicembe 2007 il municipio più popoloso risultava essere I Centro Est, con 91.402 residenti ed una densità di popolazione di 12.915 abitanti per Km2, mentre quello a maggiore densità di popolazione rislta essere II Centro Ovest, con 13.732 abitanti per Km2, per un totale di 66.626 residenti.[1]
| Età | Residenti | % sul tot residenti |
|---|---|---|
| Meno di 3 anni | 13 496 | 2,2 |
| da 3 a 5 anni | 13 637 | 2,2 |
| da 6 a 10 anni | 22 499 | 3,7 |
| da 11 a 13 anni | 13 613 | 2,2 |
| da 14 a 18 anni | 23 479 | 3,8 |
| da 19 a 24 anni | 28 506 | 4,7 |
| da 25 a 44 anni | 163 574 | 26,8 |
| da 45 a 64 anni | 167 631 | 27,4 |
| da 65 a 74 anni | 80 275 | 13,1 |
| oltre i 75 anni | 84 177 | 13,8 |
| Provenienza | Residenti | % sul tot residenti |
|---|---|---|
| Comune di Genova | 386 992 | 62,9 |
| Altri comuni prov. di Genova | 16 373 | 2,7 |
| Altri comuni liguri | 11 878 | 1,9 |
| Altri comuni del nord-Italia | 51 681 | 8,4 |
| Comuni del centro-Italia | 18 061 | 2,9 |
| Comuni del sud-Italia e isole | 86 276 | 14,0 |
| Stati esteri | 44 425 | 7,2 |
| Paese di origine | Residenti | % sul tot stranieri |
|---|---|---|
| 13 287 | 35,76 | |
| 3 996 | 10,75 | |
| 3 037 | 8,17 | |
| 2 171 | 5,84 | |
| 1 454 | 3,91 | |
| 1 216 | 3,27 | |
| 1 047 | 2,82 | |
| 842 | 2,27 | |
| 796 | 2,14 | |
| 619 | 1,67 | |
| 508 | 1,37 | |
| 506 | 1,36 | |
| Tot stranieri residenti | 37160 |
Genova ha sempre avuto un rapporto saldo con la fede cattolica. Sebbene la città sia nota per le sue simpatie socialiste e comuniste e per essere una città "rossa" (fu a Genova che nacque il Partito Socialista Italiano nel 1892), è sempre esistito un gran equilibrio tra poteri locali e Curia che, dal canto suo, ha sempre espresso personalità forti (e a volte controverse) come il cardinale Giuseppe Siri.
La stessa sinistra genovese ha raramente assunto posizioni anticlericali e la convivenza tra queste due anime ha talvolta portato a compromessi e risultati soddisfacenti per entrambe le parti, come nel caso delle mediazioni del cardinale Giuseppe Siri tra i camalli e l'Autorità Portuale Genovese.
Notevole risonanza ha avuto la difesa dell'ex Arcivescovo Tarcisio Bertone (ora Segretario di Stato Vaticano e Camerlengo di Santa Romana Chiesa) rispetto alla legge regionale che promuoveva i buoni scuola a favore di famiglie meno abbienti per l'iscrizione dei propri figli in scuole private (in maggioranza gestite da enti religiosi). L'allora Arcivescovo consigliò ai Liguri di disertare le urne allorquando furono chiamati a esprimersi sulla abolizione della legge in un referendum regionale. Il referendum non raggiunse, in effetti, il quorum e la legge rimase inalterata.
Genovesi erano papa Benedetto XV, il cardinale Siri, il presidente della CEI e attuale Arcivescovo Angelo Bagnasco. Molto conosciuti a livello nazionale sono anche i sacerdoti Gianni Baget Bozzo, politologo in passato vicino alla corrente craxiana del Partito Socialista Italiano (per il quale fu europarlamentare dal 1989 al 1994) e tra i fondatori di Forza Italia, e don Andrea Gallo, fondatore della Comunità di San Benedetto al Porto, vicino ai movimenti No global.
La devozione è comunque ancora presente a Genova, soprattutto nel suo entroterra. Il Santuario di Nostra Signora della Guardia - sul monte Figogna, nel vicino comune di Ceranesi - è meta di numerosi pellegrinaggi e numerosi sono i santuari mariani presenti sul territorio municipale. Infine va anche menzionato il Santuario di Nostra Signora della Vittoria che fu eretto dalla Repubblica di Genova in ricordo della vittoria del 10 maggio 1625 contro i Savoia di carlo Emanuele I. Le cronache raccontano che la folla di contadini che scacciò l'esercito sabaudo fosse stata aiutata dall'Esercito Celeste e quindi attribuirono alla Madonna l'intercesione che portò alla vittoria.
| Per approfondire, vedi la voce Genova capitale europea della cultura. |
| Culla del calcio, "patria" dei blue-jeans |
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Nell'immagine: Il panorama di Genova visto dalla collina di Camaldoli - al centro l'altura con il Forte di Santa Tecla Conosciuta anche all'estero per il pesto (salsa per condimento a base di basilico locale, pinoli, aglio, formaggio pecorino e olio di oliva), la "Superba" vanta il primato di essere stata la "culla del calcio italiano". Qui fu infatti tenuta a battesimo nel 1893 la prima società calcistica, il Genoa Cricket and Football Club, fondata dal medico inglese James Spensley che conquistò all'inizio del secolo ben 9 scudetti ed una coppa Italia. A partire dal secondo dopoguerra, al Genoa Cricket and Football Club, prima storica e gloriosa squadra di calcio italiana fondata nel 1893 e vincitrice di ben 9 Scudetti e una Coppa Italia, si sono affiancate una seconda società calcistica, la Sampdoria, nata nel 1946 dalla fusione fra la Società Ginnastica Andrea Doria (fondata nel 1895) e la Ginnastica Sampierdarenese (fondata nel 1891 e che aprì la sezione calcio nel 1899), oltre a molte altre realtà calcistiche "di quartiere". Negli ottanta e novanta la Sampdoria ha vinto uno scudetto, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa italiana e quattro volte la Coppa Italia, disputando nel 1992 la finale di Champions League contro il Barcellona. Fra gli altri primati cittadini figura quello del 1914 quando, in occasione dell'Expo Internazionale, fu costruita una metropolitana sopraelevata su piloni che collegava la zona del Porto Antico a Piazza della Vittoria, passando su quella che oggi è via dei Pescatori. La metropolitana costruita a tempo di record (non più di 2 mesi) con 2 carrozze che si interscambiavano a metà percorso, fu smantellata al termine della manifestazione. Oggi, Genova può contare su una linea metropolitana di tipo leggero in grado di congiungere i sobborghi nord-occidentali al centro cittadino. Genova vanta infine un'altra importante primogenitura: quella di "patria" dei blue-jeans infatti, la parola jeans deriva da Genoa il nome inglese per Genova. |
Dal 1995, Genova è sede del Festival Internazionale di Poesia di Genova, uno dei principali festival di poesia e letteratura in Europa. Importante a Genova è anche la tradizione teatrale che ha formato diversi attori, registi e scenografi di fama nazionale ed internazionale. Da alcuni anni la città sta assumendo importanza anche in ambito scientifico. Vi si svolge infatti ogni anno in autunno il Festival della Scienza ed è sede dell'Istituto Italiano di Tecnologia.
La città dispone di un notevole patrimonio librario, ripartito in numerose raccolte librarie, le più importanti delle quali possono considerarsi la Biblioteca Universitaria, la Biblioteca Civica Berio, la Biblioteca Museo dell'Attore, la Biblioteca Lercari, la Biblioteca De Amicis specializzata per l'infanzia.
Di notevole valore è il complesso museale cittadino articolato in diverse strutture e pinacoteche fra cui le gallerie di Palazzo Bianco, Palazzo Rosso e Palazzo Reale, il Palazzo del Principe, antica residenza di Andrea Doria, e il Palazzo Ducale.
Nel quartiere della Darsena è attivo dal 2004 un nuovo complesso museale edificato su un palazzo preesistente, il Galata - Museo del Mare, il maggiore museo dell'area del Mediterraneo nel genere delle comunicazioni marittime.
Il sistema-museo è arricchito, sempre al porto antico, dal Museo dell'Antartide e dai rinnovati Magazzini dell'Abbondanza e Magazzini del Cotone. Un museo a cielo aperto può essere considerato l'incontro delle Tall Ship che si tiene periodicamente alle calate del porto antico (vedi The Tall Ships' Races 2007 Mediterranea) e che raduna i più bei velieri-nave scuola del mondo.
Un Museo delle Culture del Mondo è allestito al Castello d'Albertis mentre sale con strumentazioni scientifiche sono visitabili al castello Mackenzie edificato ad inizio del XX secolo da Gino Coppedè. Numerose sono poi le ulteriori realtà museali dislocate nelle varie delegazioni comprese tra Voltri a Nervi.
A Villetta Dinegro si trova il Museo d'Arte Orientale intitolato ad Edoardo Chiossone, dove sono esposte pitture e sculture provenienti dal Giappone e dalla Cina, oltre ad una collezione di tremila stampe create tra il XVII e il XIX secolo.
Il Museo di storia naturale "Giacomo Doria", il Museo di Sant'Agostino e il Museo di Villa Croce ospitano rispettivamente reperti scientifici e storici e mostre di pittura; altre manifestazioni culturali - fra cui esposizioni e concerti di musica - sono organizzate poi in buona parte dell'anno a Villa Luxoro e a Villa Grimaldi Fassio, sede delle Raccolte Frugone, al Parco di Nervi.
Il Museo di Archeologia Ligure, dove si trovano numerosi reperti del passato genovese (tra cui la Tavola Bronzea di Polcevera, che riporta il primo atto giuridico della Liguria di cui si abbia traccia) si trova a Pegli, nella Villa Durazzo-Pallavicini, villa dotata di un vasto parco in stile romantico ottocentesco.
Un punto di riferimento per la cultura musicale cittadina è il Teatro Carlo Felice mentre nuovi spazi e nuove strutture sono stati recuperati o sono sorti recentemente per soddisfare la richiesta di musica pop da parte di un'utenza prettamente giovanile. Il più importante teatro di prosa genovese è il