Germano Celant (Genova, 1940) è un critico d'arte italiano, noto per aver coniato nel 1968 la definizione di "arte povera" per designare un gruppo di artisti italiani - Alighiero Boetti, Mario Merz, Gilberto Zorio, Michelangelo Pistoletto, Giuseppe Penone, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Pino Pascali - destinati a riscuotere un grande successo internazionale negli anni successivi.
Celant delinea la teoria e la fisionomia del movimento attraverso mostre e scritti come "Conceptual Art, Arte Povera, Land Art" del 1970.
Dopo la mostra "Off media" (a Bari nel 1977) inizia a collaborare col Museo Guggenheim di New York, del quale diviene in seguito senior curator.
Sempre al Guggenheim allestisce nel 1994 la mostra "Italian Metamorphosis 1943-1968", nel tentativo di avvicinare l'arte italiana alla cultura americana. L'intendimento di internazionalizzare l'arte italiana aveva già caratterizzato le mostre curate da Celant al Centre Pompidou di Parigi (1981), a Londra (1989) e a Palazzo Grassi a Venezia (1989). Per lo stesso Palazzo Grassi nel 1986 aveva curato la grande retrospettiva "Futurismo e Futurismi".
Nel 1996 cura la prima edizione della Biennale di Firenze "Arte e Moda", evidenziando un concetto di arte in costante evoluzione, strettamente connesso con la cultura contemporanea intesa come espressione dinamica di una creatività globale.
Nel 1997 viene nominato direttore della 47esima Biennale di Venezia.
Collaboratore di note riviste fra le quali L'Espresso, Celant, dopo aver realizzato a Genova la grande mostra "Arte&Architettura" nel 2004, è attualmente direttore artistico della Fondazione Prada a Milano.