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India

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India - Bandiera
India - Stemma
(dettagli)
Motto: Solo la verità trionfa

Informazioni
Nome completo: Repubblica dell'India
Nome ufficiale: Republic of India
भारत गणराज्य
Bhārat Juktarashtra
Lingua ufficiale: Hindi, inglese e altre 21 lingue
Capitale: Nuova Delhi  (292.300 ab. / 2005)
Politica
Governo: Repubblica parlamentare federale
Capo di stato: Pratibha Patil
Capo di governo: Manmohan Singh
Indipendenza: dal Regno Unito nel 1947
Ingresso nell'ONU: 30 ottobre 1945 1
Superficie
Totale: 3.287.594 km²  ()
 % delle acque: 9.5 %
Popolazione
Totale (2006): 1.095.351.995 ab.  ()
Densità: 333 ab./km²  (20º)
Geografia
Continente: Asia
Fuso orario: UTC +5:30 (vedi nota)
Economia
Valuta: Rupia
PIL (PPA)  (2006): 4.231.583 milioni di $  ()
PIL procapite (PPA)  (2005): 3.320 $  (123º)
ISU  (2005): 0,619 (medio)  (128º)
Energia:
Varie
TLD: .in
Prefisso tel.: +91
Sigla autom.:
Inno nazionale: Jana Gana Mana
Festa nazionale: 26 gennaio

1È uno dei 51 Stati che hanno dato vita all'ONU nel 1945.
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L'India (Hindi: भारत Bhārat), ufficialmente Repubblica dell'India (Hindi: भारत गणराज्य Bhārat Gaṇarājya), è uno stato (3.287.590 km², 1.095.351.995 ab. – stima luglio 2006, capitale Nuova Delhi) dell'Asia meridionale. È il settimo paese più grande per superficie, e il secondo più popoloso del pianeta, e la più popolosa democrazia liberale nel mondo.[2] È bagnata dall'Oceano Indiano a sud, dal Mar Arabico a ovest, e nel Golfo del Bengala a est, e possiede una linea costiera che si snoda per 7.517 km.[3] Confina con il Pakistan a ovest, Cina, Nepal e Bhutan a nord-est, e Bangladesh e la Birmania ad est. I suoi vicini prossimi separati dai mari dell'Oceano Indiano sono le Sri Lanka a sud-est, e le Maldive a sud-ovest.

Sede della Civiltà della valle dell'Indo e regione di rotte commerciali storiche e di vasti imperi, il subcontinente indiano è stato identificato con il suo commercio e la ricchezza culturale per gran parte della sua lunga storia. Quattro grandi religioni del mondo, l'Induismo, il Buddismo, il Giainismo e il Sikhismo, sono nate qui, mentre il Zoroastrismo, l'Ebraismo, il Cristianesimo e l'Islam arrivarono entro il primo millennio d.C. dando forma nella regione ad una grandissima diversità culturale. Gradualmente annessa alla Compagnia Inglese delle Indie Orientali dai primi decenni del XVIII secolo e colonizzata dal Regno Unito dalla metà del XIX secolo, l'India è diventato un moderno Stato nazionale nel 1947, dopo una lotta per l'indipendenza che è stato caratterizzata da una diffusa resistenza nonviolenta.

L'India è la dodicesima più grande economia del mondo in termini nominali, e la quarta in termini di potere d'acquisto. Riforme economiche hanno trasformato il paese nella seconda economia a più rapida crescita, tuttavia, il paese soffre ancora di alti livelli di povertà, analfabetismo e malnutrizione.[4] Società pluralistica, multilingue e multietnica, l'India è altresì ricca sul piano naturale, con un'ampia diversità di fauna selvatica e di habitat protetti.

Indice

[modifica] Etimologia

Il nome India deriva da Indo, che deriva dalla parola persiana Indù, dal sanscrito Sindhu, la storica denominazione locale per il fiume Indo.[5] Gli antichi greci si riferivano agli indiani con il termine Indoi (Ινδοί), il popolo dell'Indo.[6] Nella Costituzione indiana, e anche nell'uso comune di varie lingue indiane, ci si riferisce all'India anche con il termine di Bharat, anch'esso nome ufficiale con pari status.[7] L'Hindustan, che in persiano significa "Terra degli indù", storicamente è in riferimento al nord dell'India, ma saltuariamente è usato come sinonimo per l'intero paese.[8]

[modifica] Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia dell'India.

Rifugi dell'età della pietra con dipinti a Bhimbetka nel Madhya Pradesh sono le più antiche testimonianze note di vita umana in India. I primi insediamenti permanenti conosciuti apparirono oltre 9000 anni fa e si svilupparono gradualmente nella Civiltà della valle dell'Indo,[9] , che risale al 3300 a.C. Seguì il periodo vedico, che gettò le fondamenta dell'induismo e di altri aspetti culturali che caratterizzarono gli albori della società indiana, e si concluse intorno al 500 a.C. A partire dal 550 a.C. si svilupparono nuove forme di aggregazione e, sorsero in buona parte del paese un discreto numero di regni e repubbliche indipendenti note con il nome di Mahajanapadas.[10] La più importante di queste, che sarà egemone nelle vaste regioni orientali, sarà il regno del Magadha.

Dipinto delle grotte di Ajanta risalente all'epoca Gupta.
Dipinto delle grotte di Ajanta risalente all'epoca Gupta.

Nel terzo secolo a.C. la maggior parte dell'Asia meridionale venne unita sotto la guida dell'Impero Maurya del sovrano Chandragupta Maurya. Questo vastissimo impero, il primo ad unificare quasi l'intero subcontinente fiorì sotto l'imperatore Aśoka, una delle figure prominenti della storia antica dell'India. L'unificazione di questa portata sarà un'impresa che emulata solo parecchi secoli dopo la caduta dell'Impero Maurya da un altro grande impero: l'Impero Gupta nel terzo secolo d.C., in un periodo definito come “l'età d'oro dell'India antica".[11][12] Con la caduta dell'Impero Gupta, nuovi regni sorgeranno, soprattutto a meridione dove prenderanno forma nuovi imperi, tra cui i principali furono quello delle dinastie Chalukya, Rashtrakuta, Hoysala, Pallava, Pandya, e Chola. Nell'epoca dei grandi imperi dell'antichità, la scienza, l'ingegneria, l'arte, la letteratura, l'astronomia e la filosofia fioriranno sotto il patrocinio dei vari re ed imperatori.

In seguito alle invasioni provenienti dall'Asia centrale tra il X e il XII secolo, gran parte del nord India passò sotto il dominio del Sultanato di Delhi prima, e del più vasto Impero Moghul poi. Gli imperatori Moghul estesero gradualmente i loro regni fino a coprire gran parte del subcontinente. Tuttavia diversi regni indigeni, come ad esempio l'Impero Vijayanagara resistettero in particolare nel sud. Tra il XVII e il XVIII secolo, la supremazia dei Moghul diminuì e l'Impero Maratha divenne la potenza dominante. Dal XVI secolo diversi paesi europei, tra cui Portogallo, Paesi Bassi, Francia e Regno Unito, iniziarono ad arrivare inizialmente come commercianti, ma approfittando poi delle spaccature fra i vari regni, si andarono imponendo con le loro colonie. Nel 1856 la maggior parte di India era sotto il controllo della Compagnia Inglese delle Indie Orientali.[13] Un anno più tardi un'insurrezione a livello nazionale chiamata Prima guerra di indipendenza indiana mise in serio pericolo il dominio della società britannica, ma alla fine la rivolta venne sedata. Come conseguenza, l'India passò interamente sotto il governo diretto della Corona britannica come colonia dell'Impero Britannico.

Mahatma Gandhi (destra) con Jawaharlal Nehru, 1937. Nehru sarebbe diventato il primo Primo Ministro indiano nel 1947.
Mahatma Gandhi (destra) con Jawaharlal Nehru, 1937. Nehru sarebbe diventato il primo Primo Ministro indiano nel 1947.

Nella prima metà del XX secolo, fu lanciata una lotta per l'indipendenza a livello nazionale dall'Indian National Congress e da altre organizzazioni politiche. Negli anni venti e trenta un movimento guidato dal Mahatma Gandhi, milioni di persone furono impegnate in una campagna di disobbedienza civile di massa.[14] Il 15 agosto 1947 l'India ottenne l'indipendenza dalla Gran Bretagna, ma venne divisa in due governi indipendenti tra il Dominion dell'India e il Dominion del Pakistan in conformità alla volontà della Lega musulmana.[15] Tre anni più tardi, il 26 gennaio 1950, l'India divenne una repubblica e entrò in vigore una nuova costituzione.[16]

Dopo l'indipendenza furono portate avanti lotte di religione e fra le caste e insurrezioni in varie parti del paese, ma che si fu in grado di arginare attraverso la tolleranza e le riforme costituzionali. Anche il terrorismo in India è un importante problema di sicurezza, in particolare nel Jammu e Kashmir, nel nord-est dell'India e recentemente anche nelle grandi città come Delhi e Mumbai, di cui l'attacco del 2001 al Parlamento indiano rimane l'attentato più grave. L'India ha sospeso le controversie territoriali con la Cina, che nel 1962 portò alla Guerra Cino-Indiana, e con il Pakistan, che portò a delle guerre nel 1947, 1965, 1971 e 1999. L'India è un membro fondatore del Movimento dei Non-Allineati e delle Nazioni Unite (all'epoca come facente parte dell'India britannica). Nel 1974 l'India ha condotto un test nucleare sotterraneo, a cui hanno fatto seguito altri cinque test nel 1998, rendendo l'India una potenza dotata di bomba atomica. A partire dal 1991 importanti riforme economiche hanno trasformato l'India in uno dei paesi con tassi di crescita economica fra i più alti del mondo, che hanno contribuito, tanto a livello regionale che globale, ad innalzarne il peso specifico.[17]

[modifica] Politica

[modifica] Forma di Stato e Forma di Governo

La Costituzione indiana è la più lunga e la più esauriente costituzione di qualsiasi nazione indipendente nel mondo. È entrata in vigore il 26 gennaio 1950.[18] Il preambolo della Costituzione definisce l'India come una repubblica sovrana, socialista, laica, e democratica. L'India ha una forma di governo quasi-federale ed è dotata di un parlamento bicamerale plasmato sul modello parlamentare Westminster, con la classiva tripartizione dei poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario.

Il Presidente dell'India è il capo di Stato, con compiti di mera rappresentanza[19], eletto indirettamente da un collegio elettorale, con un mandato di cinque anni. Il potere esecutivo è esercitato dal Primo Ministro che è il capo del governo.[19] Il Primo Ministro è nominato dal Presidente e, per convenzione, è il candidato sostenuto dal partito o dall'alleanza politica che detiene la maggioranza dei seggi nella Camera bassa del Parlamento.[19] Il governo è composto dal Presidente, dal Vice-Presidente, e dal Consiglio dei ministri guidato dal Primo Ministro. Qualsiasi ministro in possesso di un portafoglio deve essere membro di una delle due case del parlamento.

Il potere legislativo è esercitato dal Parlamento bicamerale, che consiste in una camera alta chiamato Rajya Sabha (Consiglio degli Stati) e in una camera bassa chiamato Lok Sabha (Casa del Popolo). Il Rajya Sabha è un organismo composto da 245 membri in carica sei anni.[20] La maggior parte sono eletti indirettamente dalle legislature degli stato e territori in proporzione alla loro popolazione. I 543 membri dei 545 della Lok Sabha sono eletti direttamente dal voto popolare a rappresentanza dei singoli collegi elettorali e restano in carica cinque anni. Gli altri due membri sono nominati dal Presidente della comunità anglo-indiana se, a suo parere, la comunità non sia adeguatamente rappresentata .[20]

Come in tutti i sistemi parlamentari, anche in quello indiano il potere esecutivo è subordinato al potere legislatore, con il Primo Ministro e il suo Consiglio direttamente responsabile, ma solo innanzi alla camera bassa del Parlamento.[21]

L'India ha tre livelli della magistratura, costituito dalla Suprema Corte, presieduto dal Chief Justice of India, 21 membri dell'Alta Corte, e un gran numero di magistrati. La Suprema Corte ha giurisdizione su casi che riguardano diritti fondamentale e controversie tra gli Stati e il Centro, e casi di appello dell'Alta Corte.[22] È indipendente da ogni altro potere e può sciogliere i governi statali, nonché di dichiarare incostituzionali leggi dei vari stati. Il ruolo come ultimo interprete della Costituzione è una delle più importanti funzioni della Suprema Corte.[23]

[modifica] Economia

Bombay-Stock-Exchange, la borsa valori principale del subcontinente.
Bombay-Stock-Exchange, la borsa valori principale del subcontinente.

Per la maggior parte della sua storia post-indipendenza, l'India ha adottato a un sistema quasi-socialista con approccio rigoroso di controllo da parte del governo sulla partecipazione del settore privato, commercio estero e gli investimenti diretti all'estero. Tuttavia, dal 1991, l'India ha progressivamente aperto i propri mercati attraverso le riforme economiche del governo e ha ridotto i controlli sul commercio estero e sugli investimenti.

Le riserve in valuta estera sono passate da 5,8 miliardi di $ americani nel marzo 1991 a 308 miliardi $ il 4 luglio 2008,[24] mentre il deficit di bilancio statale e federale è andato progressivamente diminuendo.[25] La privatizzazione delle imprese di proprietà pubblica e l'apertura di alcuni settori privati alla partecipazione straniera ha animato il dibattito politico..[26] Con un tasso di crescita del PIL del 9,4% nel 2006-07, l'economia è tra quelle a più rapida crescita nel mondo.[27] Il PIL indiano in termini nominali è di 1.089 miliardi di $, il dodicesimo a livello mondiale.[28] Se misurata in termini di parità del potere d'acquisto (PPP), l'India è la quarta potenza con 4.726 miliardi di $. Il reddito pro capite (nominale) è di 977 $, mentre a parità di potere d'acquisto è di 2.700 $.

L'India possiede la seconda più grande forza lavoro del mondo, con 516,3 milioni di persone, il 60% dei quali sono impiegati nel settore agricolo e industrie connesse; 28% nei servizi e industrie connesse, e 12% nel settore industriale vero e proprio.[16] Le principali colture agricole includono riso, frumento, semi oleosi, cotone, iuta, , canna da zucchero e patate. Il settore agricolo rappresenta il 28% del PIL; servizio e settori industriali costituiscono il 54% e 18% rispettivamente. Le grandi industrie sono attive nel settore delle automobili, cemento, prodotti chimici, elettronica di consumo, trasformazione alimentare, macchinari, miniere, petrolio, prodotti farmaceutici, acciaio, mezzi di trasporto, e tessile. Di pari passo alla rapida crescita economica vi è la crescente domanda di energia. Secondo la Energy Information Administration, l'India è il sesto più grande consumatore di petrolio e il terzo più grande consumatore di carbone.[29]

Anche se l'economia indiana è cresciuta costantemente nel corso degli ultimi due decenni, la sua crescita è stata irregolare e diseguale fra i diversi gruppi sociali, gruppi economici, regioni geografiche, e tra zone rurali e zone urbane.[30] La disparità di reddito in India è relativamente piccolo (coefficiente di Gini: 36,8 nel 2004), anche se è aumentata ultimamente. Ma la distribuzione della ricchezza è maggiore, con il 10% della popolazione che possiede il 33% della ricchezza. Malgrado i significativi progressi economici, un quarto della popolazione della nazione si trova sotto la soglia di povertà individuata dal governo in 0,40 $ al giorno . Nel 2004-2005, il 27,5% della popolazione viveva sotto tale soglia.

Più recentemente l'India è riuscita a capitalizzare l'istruzione in lingua inglese di molte persone, diventando un'importante meta di outsourcing per le società multinazionali e una popolare meta per il turismo medico. L'India è diventato anche grande esportatrice di software e finanza, ricerca e servizi tecnologici. Le sue risorse naturali comprendono seminativi, bauxite, cromite, carbone, diamanti, minerali di ferro, calcare, manganese, mica, gas naturale, petrolio, titanio.

Nel 2007 le esportazioni erano stimate in 140 miliardi di $ e le importazioni erano pari a 224,9 miliardi di $. Tessuti, gioielli, prodotti dell'ingegneria e software erano le principali voci dell'esportazione; mentre il petrolio greggio, macchinari, concimi, prodotti chimici e lo erano fra le importazioni. I più importanti partner commerciali dell'India sono Stati Uniti, l'Unione Europea e la Cina.

[modifica] Struttura dell'economia

Evoluzione del contributo al PIL:

Settore 1979 1989 1999 2003
primario 36,8% 31,6% 27,7% 24,9%
secondario 25,0% 27,6% 26,3% 26,9%
terziario 38,3% 40,8% 46,0% 48,2%

[modifica] Geografia

[modifica] Geografia fisica

Per approfondire, vedi la voce Storia geologica dell'India.
Mappa topografica dell'India
Mappa topografica dell'India

L'India geograficamente rappresenta la maggior parte del subcontinente indiano, ed è poggiata sopra la placca indiana, che a sua volta fa parte della placca indo-australiana.[31]

La geografia dell'India odierna deriva da processi geologici iniziati 75 milioni di anni fa, quando il subcontinente indiano, allora parte della sponda meridionale del supercontinente Gondwana, iniziò a spingersi verso una feriva in direzione nord-est durata 50 milioni di anni, attraversando tutto Oceano Indiano in formazione.[31] La collisione del subcontinente con la placca eurasiatica e la successiva subduzione sotto ad essa, ha dato forma all'Himalaya, la più alta catena montuosa del pianeta, che ora cinge l'India a nord e a nord-est. [31] Negli antichi fondali marini immediatamente a sud delle emergenti cime himalayane, il movimento tettonico creò un vasto avvallamento, che successivamente venne progressivamente riempito con i sedimenti dei fiumi, dando vita all'odierna pianura Indo-Gangetica. A ovest di questa pianura, separata dai monti Aravalli, si trova il deserto di Thar. La pianura originaria del subcontinente continua a sopravvive nella parte peninsulare dell'India, nella regione più antica e geologicamente più stabile che si estende dal nord fino ai monti Satpura e Vindhya nell'India centrale. Queste catene corrono parallelamente al Mar Arabico nella costa del Gujarat, e più a sud si trova un ampio territorio che prende il nome di altopiano del Deccan, fiancheggiato a occidente dalle catene costiere dei Ghati Occidentali, e a oriente dai Gathi Orientali. L'altopiano del Deccan contiene alcune delle rocce indiane di più antica formazione (anche più di un miliardo di anni).

L'India si trova a nord dell'equatore, compresa tra il 6°44' e il 35°30' di latitudine nord e il 68°7' e il 97°25' di longitudine est.

La costa indiana si estende per 7.517 km di lunghezza; 5.423 km dei quali corrono lungo la penisola, mentre 2.094 km appartengono alle isole Andamane, Nicobare, e Lakshadweep. Secondo le carte idrografiche navali dell'India, la costa è costituita per il 43% da spiagge di sabbia, l'11% da costa rocciosa e scogliere, e il 46% da distese fangose o paludose.

La catena himalayana da origine a grandi fiumi che attraverso il nord dell'India, tra cui il Gange e il Brahmaputra, che si gettano nel Golfo del Bengala. Importanti affluenti del Gange includono lo Yamuna e il Kosi, la cui bassa pendenza dei territori che attraversa è causa di disastrose inondazioni ogni anno. I grandi fiumi della penisola comprendono il Godavari, il Mahanadi, il Kaveri, e la Krishna, che si gettano nel Golfo del Bengala; e il Narmada e il Tapti, che si gettano nel Mar Arabico. Tra le più caratteristiche coste indiane si segnalano le paludose Rann di Kutch nell'India occidentale, e il delta alluvionale Sundarbans, condiviso con il vicino Bangladesh. L'India ha due arcipelaghi: le Lakshadweep, atolli corallini vicino alla costa sud-occidentale e le Andamane e Nicobare, di origine vulcanica situate nel mar delle Andamane.

Il clima indiano clima è fortemente influenzato dall'Himalaya e dal deserto di Thar, che guida i monsoni. L'Himalaya frena i venti freddi dell'Asia centrale, mantenendo la maggior parte del subcontinente ad una temperatura più alta di regioni poste a simili latitudini. Il deserto di Thar svolge un ruolo fondamentale per attrarre i venti del monsone estivo, con un alto tasso di umidità, tra giugno e ottobre, che fornire la maggior parte di delle pioggia nel corso dell'anno. Quattro grandi raggruppamenti climatici predominano nel paese: tropicale umido, tropicale secco, subtropicale umido, e montano.

[modifica] Geografia politica

Per approfondire, vedi le voci Suddivisioni dell'India e Stati federati e territori dell'India.
Stati e territori dell'India
Stati e territori dell'India

L'India è una federazione di stati con parlamenti e governi autonomi. Ci sono 28 stati federati e 7 territori, fra cui quello della capitale, Nuova Delhi, e ognuno di essi è suddiviso in distretti; in alcuni stati federati i distretti sono riuniti in divisioni, che rappresentano così il secondo livello amministrativo di questi stati.

La divisione amministrativa dell'India consiste in:

28 stati federati

  1. Andhra Pradesh
  2. Arunachal Pradesh
  3. Assam
  4. Bihar
  5. Chhattisgarh
  6. Goa
  7. Gujarat
  8. Haryana
  9. Himachal Pradesh
  10. Jammu e Kashmir
  11. Jharkhand
  12. Karnataka
  13. Kerala
  14. Madhya Pradesh
  1. Maharashtra
  2. Manipur
  3. Meghalaya
  4. Mizoram
  5. Nagaland
  6. Orissa
  7. Panjab
  8. Rajasthan
  9. Sikkim
  10. Tamil Nadu
  11. Tripura
  12. Uttar Pradesh
  13. Uttaranchal
  14. Bengala Occidentale

6 Territori dell'Unione

A. Andamane e Nicobare
B. Chandigarh
C. Dadra e Nagar Haveli
D. Daman e Diu
E. Lakshadweep
G. Pondicherry

1 Territorio della capitale nazionale

F. Delhi

La maggior parte degli stati federati seguono nei loro confini le frontiere linguistiche; alcuni di questi sono stati creati nel 2001. Certe regioni rivendicano invece l'autonomia come nuove entità statali federate.

[modifica] Demografia

Crescita demografica dal 1961 al 2003
Crescita demografica dal 1961 al 2003

Con una popolazione stimata di di 1,13 miliardi di persone, l'India è il secondo paese più popoloso del mondo. Quasi il 70% degli indiani risiedono nelle zone rurali, anche se negli ultimi decenni la migrazione verso le città più grandi ha portato a un drammatico aumento nel paese della popolazione urbana. Le più grandi città sono Bombay (Mumbai), Delhi, Calcutta (kalkota), Madras (Chennai), Bangalore (Bengaluru), Hyderabad e Ahmedabad.[32]

L'India è la seconda entità geografica per diversità culturale, linguistica e genetica dopo il continente africano.[32] L'India è la patria di due grandi famiglie linguistiche: Indo-Ariana (parlata da circa il 74% della popolazione) e Dravidica (parlata da circa il 24%). Altre lingue parlate provengono dalla famiglie Austroasiatiche e Tibeto-Burman. L'Hindi è la lingua più parlata[33] oltre ad essere la lingua ufficiale dell'Unione.[34] L'Inglese, che viene ampiamente utilizzato in economia e nelle gestioni aziendali, ha lo status di 'lingua ufficiale sussidiaria.'[35] La costituzione riconosce inoltre altre 21 lingue che vengono abbondantemente parlate. Il numero di dialetti in India è di ben 1.652.[36]

Il tasso di alfabetizzazione è del 64,8% (53,7% per le donne e 75,3% per gli uomini).[16] Lo stato del Kerala ha il più alto tasso di alfabetizzazione (91%);[37] Bihar il più basso (47% ).[38] Il rapporto nazionale donne/uomini sono di 944 donne per 1000 uomini. L'età media è di 24,9 anni, e il tasso di crescita della popolazione dell'1,38% annuo; ci sono 22,01 nascite ogni 1000 abitanti all'anno.[16]

Principali città dell'India
Posizione Città Stati Popolazione Posizione Città Stati Popolazione

Bombay
Bombay
Delhi
Delhi

1 Bombay Maharashtra 13.662.885 11 Jaipur Rajasthan 2.997.114
2 Delhi Delhi 11.954.217 12 Lucknow Uttar Pradesh 2.621.063
3 Madras Tamil Nadu 5.180.533 13 Nagpur Maharashtra 2.359.331
4 Calcutta Bengala Occidentale 5.021.458 14 Indore Madhya Pradesh 1.768.303
5 Bangalore Karnataka 4.562.843 15 Patna Bihar 1.753.543
6 Hyderabad Andhra Pradesh 3.980.938 16 Bhopal Madhya Pradesh 1.712.355
7 Ahmedabad Gujarat 3.867.336 17 Thane Maharashtra 1.673.465
8 Pune Maharashtra 3.230.322 18 Ludhiana Punjab 1.662.325
9 Surat Gujarat 3.124.249 19 Agra Uttar Pradesh 1.590.073
10 Kanpur Uttar Pradesh 3.067.663 20 Vadodara Gujarat 1.487.956
stime 2008[39]

[modifica] Cultura

[modifica] Religioni

In base ai dati del censimento del 2001, la popolazione indiana è a grande maggioranza di religione induista (80,45%), compresi gli ayyavazhi che sono considerati una setta induista e sono presenti soprattutto nell'India meridionale; la seconda comunità religiosa della nazione è quella dei musulmani che assommano al 13,43% della popolazione totale dell'India. Sono presenti inoltre altre piccole minoranze religiose: cristiani 2,34%, sikh 1,87%, buddhisti 0,77%, giainisti 0,41% e altre comunità religiose 0,65% (religioni tradizionali tribali, bahai, ebrei e parsi).

I musulmani costituiscono la maggioranza nel Jammu e Kashmir e nelle Lakshadweep, mentre formano grosse minoranze negli stati di Uttar Pradesh (30 milioni, circa un quinto della popolazione), Bihar (13 milioni e mezzo, un sesto della popolazione), Bengala Occidentale (un quarto della popolazione), Assam (poco meno di un terzo) e Kerala (un quarto).

I cristiani dell'India si diversificano in tre confessioni principali: i cattolici sono presenti a Goa (360.000 cristiani, un quarto della popolazione), a causa delle conversioni operate durante il dominio coloniale portoghese; i protestanti nei tre stati di Meghalaya, Nagaland e Mizoram dove sono maggioritari, in Manipur dove costituiscono un terzo della popolazione e nelle aree tribali del resto dell'India, a causa delle conversioni operate da missionari soprattutto battisti a partire dalla metà del XIX secolo. I cristiani di San Tommaso sono invece concentrati nel Kerala (6 milioni di cristiani, un quinto della popolazione).

I sikh costituiscono la maggioranza in Punjab e formano significative minoranze nel territorio di Delhi (mezzo milione) e nell'Haryana (oltre un milione). I buddhisti formano la maggioranza nello stato del Sikkim e nella regione del Ladakh e sono diffusi tra i paria grazie alle conversioni di massa iniziate dal dr. Ambedkar negli anni cinquanta. I giainisti si trovano soprattutto negli stati di Rajasthan (650.000), Gujarat (525.000), Maharashtra (1.300.000) e Karnataka (400.000), i parsi sono concentrati a Bombay.[40]

Gli ebrei, ora molto ridotti, erano presenti storicamente con le comunità di Cochin, del Maharashtra (Bene Israel), di Bombay (Baghdadi), nel Mizoram (Bnei Menashe, indiani convertiti) e nell'Andhra Pradesh (Bene Ephraim, anch'essi indiani convertiti).


[modifica] Clima e stagioni

Catene Montuose: L'Himalaya orientale ha un clima monsonico, con abbondanti piogge estive e inverni secchi. Le precipitazioni sono più abbondanti in Kashmir nel periodo gennaio-maggio per poi riprendere in agosto, in Himachal Pradesh esse sono più abbondanti in luglio-agosto con l'arrivo del monsone. In questa zona possiamo quindi distinguere un clima alpino fino a 4.500 metri di altezza, con temperature molto elevate, le notti sono sempre fredde. È solo in luglio e agosto che le notti sono sopra gli 0 °C. La neve può fare la sua comparsa in qualsiasi periodo dell'anno. Alle grandi altezze le temperature possono scendere fino a -50 °C.

Scudo Indiano: Domina il clima tropicale monsonico caratteristico delle savane. Le estati sono torride e gli inverni miti e asciutti poiché le montagne offrono uno scudo protettivo ai venti freddi del nord. Si possono distinguere due stagioni, una piovosa e una secca. La stagione in cui si concentrano le piogge, generalmente tra giugno e novembre, è caratterizzata dal monsone di sud-ovest, un vento carico di umidità proveniente dall'Oceano Indiano. La sua assenza può essere causa di forti siccità. La stagione fredda del monsone di nord-est, dall'inizio di dicembre all'inizio di marzo, è solitamente caratterizzata da un clima asciutto, nonostante si verifichino violenti temporali sulle pianure settentrionali e abbondanti nevicate sull'Himalaya. Il periodo peggiore della stagione calda, che inizia verso la metà di marzo e prosegue fino al manifestarsi del monsone estivo, è il mese di maggio, con temperature che possono superare i 50 °C. La temperatura media annua è di circa 26 °C.

[modifica] Venti

Nel corso dell'anno l'Oceano Indiano ha una temperatura costante attorno ai 25 °C. Nei mesi invernali la massa continentale asiatica si raffredda velocemente e la differenza di temperatura favorisce la formazione di correnti d'aria che soffiano da nord-est in direzione dell'oceano. Questi venti, freddi e secchi, portano in genere bel tempo sull'Himalaya centrale e orientale. In estate avviene l'inverso. La massa continentale si riscalda fortemente, l'aria marina umida proveniente da sud-ovest raggiunge gradualmente il continente e produce le piogge torrenziali del monsone estivo. Gli alisei, venti costanti che nell'emisfero boreale soffiano da nord-est, convergono in questa fascia di bassa pressione che genera forti precipitazioni. La zona di convergenza, con bassa pressione e pioggia, si sposta verso nord fin sulla catena himalayana. In inverno la zona di sposta a sud dell'equatore.

[modifica] Precipitazioni

La catena dell'Agasthiyamalai dei Ghats Occidentali come vista dalla regione arida del Tirunelveli, India.
La catena dell'Agasthiyamalai dei Ghats Occidentali come vista dalla regione arida del Tirunelveli, India.

In India le diversità climatiche tra i vari periodi dell'anno e tra le varie regioni dipendono, infatti, non dalle stagioni ma dalla durata e dall'abbondanza delle piogge monsoniche che durano circa 6 mesi e sono molto frequenti durante il giorno. In queste zone la vita è organizzata in base all'alternanza tra pioggia e stagione secca. Le precipitazioni colpiscono maggiormente i Ghati occidentali il Golfo del Bengala per cui giungono meno carichi nelle regioni interne e la loro azione è quasi nulla nella regione dell'Indo che ha, infatti, un clima semi-desertico. Le piogge monsoniche, che durano per mesi, sono all'inizio sporadiche e violente. La vegetazione cresce a vista d'occhio. Spesso, soprattutto nelle zone più aride, il monsone provoca inondazioni. Il regime monsonico scandisce i ritmi di vita di tutta la regione e da esso, dalla sua regolarità, dipende la sopravvivenza di milioni di indiani. L'arrivo ciclico delle grandi piogge monsoniche è visto come un dono del cielo. L'agricoltura dei villaggi, dipendendo dalla regolarità del monsone, è costantemente precaria. Se le piogge sono eccessive le messi marciscono, le acque invadono le campagne e le città subiscono inondazioni. Il regime dei monsoni è però assolutamente imprevedibile ed instabile: addirittura può accadere che il monsone estivo "salti" un'estate, causando una grave carestia e provocando l'anno successivo devastanti inondazioni. Il monsone è il periodo dell'ambiguità: porta doni e pertanto al suo arrivo è festeggiato con feste gioiose e colorate, ma allo stesso tempo può provocare disastri e pertanto si eseguono allo stesso tempo sacrifici propiziatori. Ne nascono venti fortissimi, che spirano anche a 250 km/h verso le zone a bassa pressione e creano ondate gigantesche di oltre 20 metri di altezza o sono causa di rovinosi cicloni che si abbattono sulle coste del Golfo del Bengala e sul delta del Gange. Quando queste si abbattono sulla costa vengono sommerse e sconvolte intere regioni. Nel 1970 ne fu colpito il Bengala: vasti territori furono sommersi e causò la morte di oltre mezzo milione di persone, nel 2005 tutto il sud-est asiatico venne fortemente colpito da un'ondata di maremoto che causò la morte di centinaia di migliaia di persone, distrusse città e villaggi, inghiottì intere isole e mise in crisi la già povera economia di quei paesi.

[modifica] Trasporti

In India è ben sviluppata la rete ferroviaria, che fu costruita durante la dominazione inglese. I binari raggiungono gli estremi geografici del paese. Gli indiani utilizzano molto il treno, particolarmente economico. La rete stradale non è sviluppata anche se è in corso un progetto per dotare il paese di una rete autostradale. Il trasporto aereo ha avuto una forte evoluzione negli ultimi anni anche se il numero di passeggeri è ancora molto basso.

[modifica] Popolazione

Percentuali per fasce d'età (tra parentesi il confronto con l'Italia):

  • 0-4 11,1% (4,6%)
  • 5-14 21,5% (9,6%)
  • 15-24 19,4% (10,8%)
  • 25-64 43,2% (56,5%)
  • oltre 65 4,7% (18,6%)
Volto indiano
Volto indiano

[modifica] Sanità

  • Speranza di vita: 63,2 anni
  • Abitanti per medico: 2.459
  • Disponibilità di calorie al giorno: 2.417
  • Spesa pubblica per la sanità: 1,64% della spesa pubblica
  • Indice di fertilità: 2,9 figli per donna
  • Mortalità infantile (entro 5 anni): 57.92/1000

[modifica] Istruzione

  • Tasso di alfabetizzazione: 68,5% (52% nel 1997)

Tasso d'iscrizione dell'età relativa:

  • istruzione primaria:34%
  • istruzione secondaria: 49,2%
  • istruzione terziaria: 6,9%
  • Spesa pubblica per l'istruzione: 2,7% della spesa pubblica

[modifica] Tecnologia

  • Apparecchi radiofonici per 1000 abitanti: 120
  • Apparecchi televisivi per 1000 abitanti: 65
  • Linee telefoniche per 1000 abitanti: 32
  • Computer per 1000 abitanti: 6,82
  • Consumo elettricità pro capite: 424 kWh

[modifica] Politica indiana contemporanea

Dopo la separazione dal Pakistan e nonostante il duro colpo della uccisione di Gandhi, il Partito del Congresso riuscì a mantenere la propria unità grazie anche al nuovo premier Jawaharlal Nehru, che seppe conciliare gli interessi dei ceti burocratici e mercantili di stampo occidentale (che volevano cambiamenti) con quelli della nuova borghesia rurale nata dal declino delle vecchie oligarchie agrarie (che volevano mantenere la propria posizione).

La politica di governo dell'Unione era orientata a due obiettivi: la lotta per la decolonizzazione e quella per la modernizzazione della società indiana. Nel 1950 l'attuazione di tale programma iniziò con la soppressione di più di 500 regni e principati in cui era diviso il paese (tra cui il Kashmir che costrinse ad un forte dispendio di energie) e approvando una costituzione repubblicana e federale a regime parlamentare. Nel 1956 fu imposto l'hindi come lingua ufficiale. Preoccupazione costante di Nehru e del suo governo fu quella di mantenere unito e compatto il paese, a qualsiasi costo; per questo orientò la sua politica su modelli di grande tolleranza e neutralità per quelle minoranze (religiose, politiche o sociali) reputate non pericolose per la compattezza del paese. Per realizzare questa politica di tolleranza proclamò l'Unione indiana stato aconfessionale e promosse la formazione di una classe burocratica formata dall'integrazione di nuove leve ed esperti funzionari che avevano già prestato servizio con gli inglesi. Il sistema parlamentare avrebbe dovuto garantire un buon livello di democrazia, ma lo strapotere del Partito del Congresso dava massima libertà d'azione al Primo ministro. Il problema delle pericolose minoranze comuniste venne affrontato da Nehru con il ricorso a due espedienti: l'adozione di una legge di tipo militare e una riforma costituzionale di tipo federalista che affidava a dei Governatori (scelti dal Congresso, quindi da Nehru stesso) l'amministrazione locale, convogliando invece al governo centrale tutte le decisioni di rilievo legislativo, politico, economico o internazionale. Questo agì sui gruppi comunisti isolandoli e vanificando i loro sforzi sovversivi. Intanto si avviava un processo di industrializzazione accelerata, attraverso un crescente controllo statale del commercio con l'estero delle principali materie prime e una serie di piani quinquennali, che consentirono all'India di impiantare una solida industria siderurgica e di realizzare il primo reattore nucleare. Questo sforzo di modernizzazione generò forti contraddizioni sociali, poiché il paese era ancora caratterizzato da elevati tassi di analfabetismo, da un sistema agricolo arcaico incapace di sostenere il ritmo della crescita demografica e notevoli disuguaglianze economiche. Infine, il grande divario nello sviluppo tra il centro-nord che era molto avanzato e il sud sottosviluppato (accompagnato dalle tendenze all'autonomismo tamil e bengali) indebolì la coesione del blocco dirigente e insieme alle questioni di politica estera (i continui attriti con il Pakistan e la cattiva gestione del conflitto con la Cina nel 1962) portò alla nascita di nette divergenze all'interno del gruppo dirigente al governo. A questo contribuì anche l'eccessivo peso che l'idea centrista e unitaria di Nehru andava acquistando e che sembrava minacciare l'iniziativa industriale privata dei nascenti gruppi capitalistici del paese. Alla sua morte, nell'estate del 1964, Nehru lasciò un paese povero, ma sicuramente non sottosviluppato.

La crisi politica durante gli ultimi anni di Nehru, preannunciata dallo spostamento del governo di New Delhi verso il blocco occidentale, e dal tentativo di avvicinarsi all'URSS da parte del suo successore Shastri, si esplicitò poco dopo l'avvento al potere di Indira Gandhi, la figlia di Nehru. Nelle elezioni del 1967 il Partito del Congresso fu fortemente ridimensionato e ridotto a partito di maggioranza relativa, fu praticamente sconfitto nelle amministrazioni locali e contestato dai governi regionali. Si divise, così, in un'ala apertamente conservatrice, attaccata a posizioni di privilegio aristocratiche e da un'ala progressista intenzionata a portare avanti il rinnovamento del paese. Indira tentò invano di salvaguardare l'unità politica del Partito, rovesciando i governi di sinistra del Bengala orientale e dell'Uttar Pradesh; nel 1969 il Partito si divise definitivamente in due: il Vecchio Congresso, capeggiato dall'ex vice primo ministro Desai, e il Nuovo Congresso, capeggiato dalla stessa Indira, che fu riconfermata in carica col sostegno delle sinistre. La "svolta a sinistra" divenne più esplicita all'inizio degli anni ‘70, con la soppressione degli ultimi privilegi aristocratici e l'apertura verso l'Unione Sovietica. Contemporaneamente Indira avviava quella "rivoluzione verde", vasta riforma agraria che le guadagnò un aumento di consenso nelle elezioni politiche del 1971 e nelle regionali del 1972, con l'adesione dei settori più dinamici della borghesia industriale. Tuttavia neanche questi successi riuscirono a sanare le contraddizioni sociali del paese. La crisi economica internazionale che investì il mondo nel 1973 peggiorò sensibilmente le condizioni interne del paese che attraversava già un periodo di recessione delle produzioni agricole; a questa realtà il governo di Indira rispose con una politica di controllo demografico estremamente autoritaria. Per tutta risposta si scatenarono contro di lei i movimenti di estrema destra, il rivale di sempre Desai e, trascinate da lui, anche le forze moderate. Indira, senza demordere, accentuò i caratteri autoritari del suo governo proclamando lo stato di emergenza nel 1975; dopo il successo nelle politiche del 1976 propose un emendamento costituzionale che mirava a instaurare un governo presidenziale. Questa mossa decretò il definitivo allontanamento dal governo della borghesia agraria e dei ceti popolari più tradizionalisti, tanto che in occasione delle elezioni anticipate nel 1977 il partito del Nuovo congresso subì una secca sconfitta, mentre la coalizione conservatrice riportava una schiacciante vittoria. Già nel 1979 Desai rassegnava le dimissioni, incapace di fare fronte alle spaccature interne al suo partito. Invece di nominare un primo ministro il Presidente Sanjiv Reddy decise di indire nuove elezioni. Queste ultime, svoltesi nel 1980, videro l'inatteso ritorno di Indira Gandhi che dovette governare il paese facendo fronte ad una situazione resa difficile dall'impeto secessionista di alcune province: infatti nel Punjab convivevano due diverse etnie, quella sikh e quella indù; Indira preoccupata da un possibile rafforzamento dei partiti sikh decise di dividere la regione del Punjab in tre province. Il governo di Indira Gandhi rispose con il solito autoritarismo proclamando la legge marziale e invadendo militarmente i luoghi sacri dei sikh. La ritorsione dei sikh fu immediata: Indira Gandhi venne assassinata da due sicari. Toccò al figlio continuare l'opera di ricomposizione dei contrasti religiosi e di rilancio dell'economia indiana. Ma anch'egli venne ucciso, questa volta da un gruppo tamil per motivi legati alle scelte del governo indiano riguardo alla guerra civile in Sri Lanka, e poco dopo si affermò il partito del Congresso e si rafforzò il movimento nazionalista indù.

[modifica] Il sistema dei partiti

A lungo, nella sua storia indipendente, l'India è stata governata dal “Indian National Congress Party” (INC). Il partito ha goduto della maggioranza parlamentare a lungo, fatta eccezione per due brevi periodi, durante gli anni 70 e negli ultimi anni 80. Tra il 1996 e il 1998 ci è stato un mutamento politico prima con un governo di destra nazionalista, il Bharatiya Janata Party (BJP) seguito da un governo di sinistra, con la coalizione del Fronte unito (United Front). Nel 1998, il BJP ha formato l'Alleanza Nazional-Democratica (National Democratic Alliance) (NDA) con piccoli partiti regionali, ed è diventato il primo governo non INC a completare l'intero percorso della legislatura di 5 anni. Nel 2004 il partito del Congresso (INC) è tornato al governo alla guida di una coalizione appoggiata dai partiti di centrosinistra.

L'Indian National Congress Party, il Partito del Congresso o anche il Congresso (INC), è la prima forza politica del paese. Fondato nel 1885, il Partito del Congresso ha guidato il Movimento per l'Indipendenza, con oltre 15 milioni di Indiani coinvolti nell'organizzazione e oltre 70 milioni di partecipanti alla lotta contro l'Impero Britannico. Dopo l'Indipendenza nel 1947 è diventato il partito politico dominante nel paese. Nel 14esimo Lok Sabha (2004-2009), 145 membri del Partito del Congresso siedono alla Camera del Popolo. Il Partito guida la United Progressive Alliance, la coalizione di governo appoggiata dal Fronte Unito.

Il Bharatiya Janata Party (BJP), letteralmente Partito del Popolo Indiano, fondato nel 1980, è uno dei due più grandi partiti indiani. Paladino dei valori culturali socio-religiosi della maggioranza Indù del paese, conservatore, forte sostenitore delle politiche sociali e della difesa nazionale. Il suo elettorato è consolidato dalla grande famiglia delle organizzazioni nazionaliste indù. Fin dalla sua fondazione il BJP è stato il principale oppositore del Partito del Congresso. L'alleanza con i partiti regionali era volta a strappare il governo alla coalizione di centrosinistra, guidata dal INC, che da quarant'anni dominava la politica indiana. Fin dal suo motto ideologico "Hindutva”, che grossolanamente si potrebbe tradurre come “Induistità”- appare evidente il richiamo alla cultura nazionalista indù. Il Bharatiya Janata Party, coalizzato con diversi altri partiti, ha guidato il Governo indiano tra il 1998 e il 2004, con Atal Bihari Vajpayee come Primo Ministro e Lal Krishna Adyani, il leader più anziano del partito, come vice Primo Ministro. È il primo partito dell'Alleanza nazional-democratica e dal 2004 guida l'opposizione alla Camera del Popolo.

[modifica] Politica estera

[modifica] Sport

In India lo sport è praticato soprattutto dalle classi ricche e dagli alti ceti della popolazione. Sono soprattutto sport di origine anglossassone i più praticati come il Cricket (ritenuto da molti sport nazionale), l'Hockey su prato e il Polo. Di recente crescita anche il Rugby, mentre è scarsamente seguito il Calcio.

[modifica] Maggiori risultati sportivi internazionali

L'India ha vinto il Campionato del Mondo di Cricket nel 1983, in Inghilterra, sconfiggendo in finale la Nazionale delle Indie Occidenatli. Si è piazzata seconda nell'edizione del 2003, in Sudafrica, dietro l'Australia. L'India ha anche ospitato i Campionati del Mondo di Cricket nel 1987 (insieme al Pakistan) e nel 1996 (insieme a Pakistan e Sri Lanka). India, Pakistan, Sri Lanka e Bangladesh ospiteranno, inoltre, l'edizione del 2011. In campo femminile la Nazionale indiana è giunta seconda ai mondiali di Sudafrica 2005, dietro l'Australia. L'India ha anche ospitato i mondiali femminili di Cricket nel 1977 e nel 1997.

L'India ha anche vinto il Campionato del Mondo di Hockey su prato nel 1975, in Malaysia, battendo nella finale di Kuala Lumpur il Pakistan. È giunta seconda nell'edizione del 1973, in Olanda, dietro i padroni di casa, e terza nella prima edizione del torneo, Spagna 1971, dietro a Pakistan e Spagna. L'India ha anche ospitato l'edizione del 1982 in cui vinse il Pakistan, ed ospiterà i prossimi mondiali del 2010. Nella storia delle Olimpiadi, l'India detiene il record di medaglie d'oro nell'Hockey su prato maschile, vincendo 8 tornei: Amsterdam 1928, Los Angeles 1932, Berlino 1936, Londra 1948, Helsinki 1952, Melbourne 1956, Tokyo 1964 e Mosca 1980. È arrivata seconda a Roma 1960 dietro al Pakistan, e terza nelle edizioni di Città del Messico 1968 e Monaco 1972.

[modifica] Note

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