| Novi Ligure | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | Palazzo del Comune 197; massima 325; minima 150 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 54,22 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 525,23 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Barbellotta, Merella | ||||||||
| Comuni contigui: | Basaluzzo, Bosco Marengo, Cassano Spinola, Gavi, Pasturana, Pozzolo Formigaro, Serravalle Scrivia, Tassarolo | ||||||||
| CAP: | 15067 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0143 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 006114 | ||||||||
| Codice catasto: | D944 | ||||||||
| Class. sismica: | zona 4 (sismicità irrilevante) | ||||||||
| Class. climatica: | zona E, 2717 GG | ||||||||
| Nome abitanti: | novesi | ||||||||
| Santo patrono: | Madonna della neve | ||||||||
| Giorno festivo: | 5 agosto | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
| « Novi è l'ultima città dello Stato di Genova: si vanta come la sua metropoli, di possedere affreschi e sorbetti eccellenti » | |
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(Charles de Brosses, "Le président de Brosses en Italie. Lettres familières écrites d'Italie en 1739 et 1740" - 1739)
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Novi Ligure (in piemontese Neuve, in ligure Nêuve) è un comune di 28.478 abitanti della provincia di Alessandria, il terzo della provincia per popolazione.
Fu parte della Repubblica di Genova dal 1392 al 1412, dal 1447 al 1745 e dal 1749 al 1797, della Repubblica Ligure dal 1797 al 1805 e della Liguria dal 1815 al 1859, anno in cui passò al Piemonte.
Fu capoluogo dell'omonima provincia di Novi durante il Regno di Sardegna.
Indice |
Novi Ligure sorge nella zona sud-occidentale dell'alto Monferrato (Basso Piemonte), nella regione storica detta dell'Oltregiogo, ai margini della porzione sinistra della Valle Scrivia.
L'abitato è situato sulle estreme pendici settentrionali dell'Appennino Ligure, che qui si addolcisce in colline ondulate, per la maggior parte coltivate a vite e per la restante boscose. Difatti il territorio comunale è caratterizzato dalla compresenza dei rilievi collinari, subito retrostanti il centro storico e i quartieri a questo adiacenti, e dalla piana alluvionale che digrada verso il fiume Scrivia.
| Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Novi Ligure. |
La presenza della pianura antistante e la vicinanza dell'Appennino ligure determinano un clima temperato ad estate calda, con frequenti giornate di vento e occasionali nevicate nei mesi più rigidi. La temperatura media del mese più freddo (gennaio) è di +1,7°C, mentre quella del mese più caldo (luglio) è di +23,8°C.
La tabella sottostante riporta i valori medi di temperatura che si registrano in città nel corso dell'anno:
| Mese | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Temperatura massima media (°C) | 4,5 | 7,1 | 12,2 | 17 | 22,3 | 26,1 | 29,1 | 27,9 | 23,5 | 16,2 | 10,2 | 6,3 | 16,9 |
| Temperatura minima media (°C) | -1,1 | 0,1 | 4.2 | 8,3 | 12,3 | 16,2 | 18,4 | 17,9 | 14,7 | 9,2 | 5 | 1 | 8,9 |
Nota come Curtis Nova, probabilmente costituita da una comunità rurale non riunita in un borgo, fu donata prima del 970 da Ottone I al monastero di San Salvatore di Pavia e divenne castello a cavallo dell'anno Mille. Libero comune nei primi decenni del XII secolo, si mantenne in precario equilibrio tra le città di Tortona e Pavia, in lotta tra loro, e Genova, alleata dei pavesi. Entrata nell'orbita tortonese, restò soggetta a questa città anche dopo la pace di Costanza (1183).
Ceduta al marchese del Monferrato per un breve periodo (1223-1232), tornò nuovamente a Tortona fino al 1264 per poi passare sotto il dominio di Guglielmo VII Lungaspada. Oggetto di contesa tra il Monferrato e i signori di Milano, fu conquistata da Giovanni Visconti nel 1353, che nel frattempo aveva anche assunto la signoria di Genova. Parte del Marchesato del Monferrato nei periodi 1164-1192, 1223-1232, 1264-1281,1283-1347, 1355, 1358-1380[1], che ne resse le sorti complessivamente per poco meno di un secolo e mezzo di storia. Donata a Genova nel 1392, fu occupata da Facino Cane nel 1409 che la tenne fino alla morte (1412). Tornata nell'orbita milanese, fu infeudata alla famiglia genovese dei Fregoso.
Nel 1447 la comunità di Novi decise di sottrarsi alla sfera milanese, dopo la morte del duca Filippo Maria Visconti e si diede a Genova con la sottoscrizione di una convenzione, che non fu mai completamente operativa, in seguito all'avvento degli Sforza. Passata sotto il dominio francese dopo la disfatta di Ludovico il Moro, restò sotto il dominio feudale dei Fregoso, fino all'avvento a Genova di Andrea Doria. La Repubblica di Genova, infatti, abbandonato l'alleato francese e rivolte le proprie attenzioni verso l'imperatore Carlo V, in cambio dell'indipendenza, provvide a ampliare il proprio entroterra conquistandola nel 1529. Da quel momento, Novi passò sotto il dominio diretto di Genova (diventanto subito la città più importante del cosiddetto Oltregiogo) e vi rimase fino al 1805, se si esclude l'occupazione austro-piemontese durante la guerra di successione austriaca (1745-46).
| Per approfondire, vedi la voce Battaglia di Novi. |
Nel 1799, all'epoca della Repubblica Ligure, Novi fu teatro di un'aspra battaglia, sostenuta tra i corsi del Lemme e dello Scrivia tra gli austriaci di Melas e i francesi comandati da Joubert (che vi trovò la morte). In seguito alla sconfitta i francesi furono costretti a ripiegare su Genova. Entrò quindi a far parte dell'impero francese e nel 1815 fu annessa al Regno di Sardegna. Capoluogo di provincia dal 1818 come parte della regione Liguria, assunse il nome di "Novi Ligure", sia per sottolineare un importante periodo storico della città, sia per evidenziare l'opinione contraria creatasi in seguito alla riforma amministrativa voluta dal primo ministro Rattazzi, che soppresse la provincia nel 1859, incorporandola in quella di Alessandria e quindi al Piemonte.
La seconda metà dell'Ottocento si rilevò essere per la città un periodo di forte espansione, grazie all'arrivo della ferrovia Torino-Genova prima e al collegamento con la Genova Milano poi. La strategica posizione geografica, unita alla disponibilità di ampi spazi, manovalanza (garantita dall'inurbamento degli abitanti delle campagne e delle valli circostanti) e alle nuove infrastrutture (che garantivano il rapido trasferimento delle merci prodotte) favorì il sorgere di nuove industrie. Tra queste degne di nota fu la "Carbonifera" del novese Edilio Raggio, che sul finire del XIX secolo produceva le mattonelle di carbone per la trazione delle locomotive[2]. Fu proprio l'aumento dei traffici reciproci tra Novi ed il porto di Genova uno dei motivi della realizzazione, nel 1898, del "secondo valico" appenninico. L'ormai forte vocazione industriale fu ulteriormente accresciuta dall'insediamento, avvenuto nel 1900 della "ferriera", una grande acciaieria posta alla periferia dell'abitato, in prossimità del parco ferroviario di San Bovo. Il lasso di tempo che va dalla prima guerra mondiale alla seconda fu caratterizzato da un rallentamento dello sviluppo; in particolare, fu la seconda guerra mondiale a lasciare le ferite più pesanti in città. L'8 luglio 1944 (due mesi esatti prima che si rendesse pubblico l'Armistizio di Cassibile) la città, a causa della sue infrastrutture ferroviarie strategiche, fu pesantemente bombardata dai bombardieri alleati Lioré-et-Olivier LeO 451. Il bombardamento causò oltre cento vittime e ridusse in macerie molti edifici[3], oggi una lapide ricorda il terribile evento. Il periodo successivo all'armistizio fu caratterizzato dall'azione di formazioni partigiane (quali la Divisione Pinan Cichero) contrapposte a quelle nazi-fascite. Per quanto riguarda le sorti belliche di Novi vanno ricordate anche la battaglia di Pertuso e la precedente strage della Benedicta.
Descrizione araldica dello stemma:
| « "Scudo d`argento alla croce di rosso caricata in cuore da altra croce d`argento sormontato da corona ducale e sostenuto ai lati da due grifoni". Sotto lo scudo su nastro d`argento bifido il motto: "IN NOVITATE VIVAM", giusta concessione con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 1° Agosto 1950 » | |
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(Tratto dallo Statuto comunale)
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| « ...Ci sono poi le residenze dei Doria, Balbi, Spinola, Negroni, Centurioni, Durazzo che sono magnifiche: la maggior parte di queste case esternamente è dipinta in verde o in rosso secondo l'usanza del paese… » | |
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(Joseph-Jérôme Lefrançais de Lalande, "Voyage d'un Français en Italie, fait dans les années 1765 et 1766" - 1765)
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Centro di villeggiatura delle ricche famiglie genovesi nel XVII e XVIII secolo, il centro storico della città si caratterizza per la presenza di numerosi palazzi nobiliari, molti dei quali dalla facciata dipinta. Oltre alla tenuta La Marchesa, una villa della seconda metà del XVIII secolo inserita nel sistema dei "Castelli Aperti" del Basso Piemonte, di rilievo è il Palazzo Negroni, ricco di decorazioni dello stesso secolo e dotato di due meridiane, una della quali basata sul calendario rivoluzionario francese. Conserva sul lato del cortile notevoli tracce della decorazione originaria seicentesca. La più importante piazza del centro storico è detta Delle Piane, dal nome della storica famiglia nobiliare genovese, sulla quale si affacciano oltre all'omonimo Palazzo Delle Piane si affacciano la chiesa Collegiata e Palazzo Negroni.
La pieve di Santa Maria è il più antico edificio religioso della città (XII sec.). Situata in posizione decentrata lungo la strada per Cassano (un tempo era infatti una chiesa campestre), ha pianta a tre navata e absidi originali. All'interno, un affresco datato 1474, dipinto da Manfredino Boxilio, raffigura l'allora signora di Novi, Oriana di Campofregoso e alcuni santi (Sant'Anna, San Giovanni e Santa Margherita).
Nell'oratorio di S. Maria Maddalena si conserva un imponente Calvario composto da 21 statue lignee e da due cavalli a grandezza naturale, opera di intagliatore ignoto nonché un Compianto sul Cristo costituito da 8 figure in terracotta, entrambi risalenti alla seconda metà del Cinquecento. Nel cimitero cittadino si ricordano due pregevoli opere dello scultore genovese Lorenzo Orengo, tomba Daglio e tomba Denegri.
Novi conserva ancora un breve tratto delle mura cittadine, erette nel 1447, demolite nel 1825 e la torre alta ben 30 metri (visitabile) del castello, smantellato già nel XVIII secolo. In estate è possibile visitarne anche i sotterranei. Anche questo polo fa parte dei "Castelli Aperti".
Sindaco: Lorenzo Enrico Robbiano (centrosinistra) dal 14/06/2004
Centralino del comune: 0143 7721
Posta elettronica: urp@comune.noviligure.al.it
la città è gemellata con:
Abitanti censiti 
La popolazione residente nel Comune di Novi Ligure alla fine del 2005 era di 28.353 unità, delle quali 14.853 donne e 13.500 uomini. A Novi risiedono 12.957 famiglie.
I residenti stranieri erano 1.798 (843 maschi e 955 femmine). Di questi 90 provengono da paesi dell’Unione Europea e 1.708 da paesi extracomunitari.
Nel 2005 sono nati 192 bambini (94 femmine e 98 maschi), con un tasso di natalità pari al 6,77%.
I morti nel 2005 sono stati 371 (216 femmine e 155 maschi), con un tasso di mortalità pari al 13,08%. La differenza tra nascite e decessi è dunque negativa, pari a –179 persone, tuttavia grazie ad un saldo migratorio di +332 abitanti, la popolazione complessiva è aumentata rispetto all’anno precedente di 153 persone. Le persone che si sono stabilite a Novi provenendo da fuori sono state 1.025 nel corso dell’anno: di queste, 751 provengono da altri comuni italiani.
La popolazione residente per fascia di età è suddivisa nel modo seguente: - in età prescolare – da 0 a 6 anni 1.373 - in età scuola dell’obbligo – da 7 a 14 anni 1.649 - in età da prima occupazione – da 15 a 29 anni 3.846 - in età adulta – da 30 a 65 anni 14.384 - in età senile – oltre 65 anni 7.101
Nel corso del 2005 sono stati celebrati 94 matrimoni: 46 religiosi, 47 civili ed uno per delega[4].
Nel 2007 la popolazione residente novese è aumentata di 1.154 persone di cui 370 stranieri. Mentre 815 si sono trasferiti in altri comuni o all'estero. Il saldo é comunque positivo per 339 unitá. Nel corso del 2007 si sono avuti 194 nati (105 maschi e 89 femmine) e 373 morti (181 maschi e 192 femmine). L'incremento totale della popolazione risulta quindi di essere solo 160 unitá. Gli abitanti residenti a Novi al 31 dicembre 2007 risultavano essere 28.331 (13.512 maschi e 14.819 femmine). Il numero di nuclei familiari nel 2007 era di 13.126 mentre nel 2006 era di 12.976[5].
I residenti stranieri regolari erano 2352 il 31 dicembre 2008 (fonte Istat).
Novi fa parte della antica Diocesi di Tortona, a sua volta compresa nella Regione ecclesiastica Liguria. Un comitato è stato creato con lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni civili e religiose per aprire un dibattito su una possibile futura erezione della diocesi di Novi Ligure.
Nel territorio comunale si contano sette parrocchie[6]:
La Biblioteca civica di Novi Ligure, costituita nel 1833, possiede oggi un consistente patrimonio librario, valutabile in circa novantamila volumi, tra i quali figurano anche diversi periodici e quotidiani. L'attuale sede bibliotecaria, inaugurata nel 1999, è stata ricavata dalla riconversione di un ex convento seicentesco delle Clarisse, nel centro storico. La struttura possiede una sala di accoglienza, una sala prestiti, una sala consultazione e studio, una sala ragazzi, una sala bambini, l'emeroteca ed un fondo antico con la saletta cinquecentine. Sono presenti inoltre alcuni computer per il collegamento ad internet ed una postazione informatica riservata agli ipovedenti. Site al pian terreno vi sono una sala conferenze ed un auditorium nei quali si svolgono durante l'anno diverse manifestazioni, quali presentazioni di nuovi volumi, mostre, incontri culturali, convegni, matrimoni civili e spettacoli musicali e teatrali. La biblioteca ospita anche il Centro comunale di cultura.
Nel dicembre 2003 è stata riconosciuta dalla Regione Piemonte quale "Biblioteca Centro Rete" del sistema bibliotecario e archivistico novese.[7]
Novi Ligure è sede dei seguenti istituti scolastici statali, aderenti al ciclo scolastico della scuola secondaria di secondo grado:
Nel territorio comunale hanno sede due redazioni della carta stampata locale, il settimanale "Il Novese" e "Panorama di Novi".
Nel 2003 è stato inaugurato il Museo dei campionissimi (dal soprannome con cui venivano chiamati i due grandi ciclisti di origine novese, Costante Girardengo e Fausto Coppi, quest'ultimo in realtà nato a Castellania). Si tratta di una vasta esposizione di 3.000 m2 dedicata alla storia della bicicletta, del ciclismo agonistico e alle figure dei due campioni novesi. La struttura ospita anche importanti manifestazini fieristiche periodiche (in particolare Dolci terre di Novi, rassegna annuale enogastronomica e di promozione dei prodotti locali nel mese di dicembre e Mastro Artigiano, esposizione dell'artigianato di eccellenza piemontese, in primavera) e mostre temporanee.
In città sono presenti due teatri, lo storico ottocentesco "Teatro Romualdo Marenco" ed il moderno "Teatro Paolo Giacometti" (ex teatro Ilva), dedicati rispettivamente al compositore ed al drammaturgo di comune origine novese. Se per il teatro "Romualdo Marenco", attualmente in disuso, è ormai avviato l'iter per il completo recupero architettonico-funzionale, al "Paolo Giacometti" sono messi in scena spettacoli teatrali durante tutto l'anno.
La cucina locale si caratterizza principalmente per l'essere molto influenzata da quella ligure, ma risente anche di contaminazioni tipicamente piemontesi ed in particolari monferrine.
La festività patronale di Novi Ligure cade il 5 agosto, festa della Madonna della Neve. Il 25 novembre si festeggia Santa Caterina e i novesi sentono molto di più questa seconda festa rispetto a quella "ufficiale".
Queste sono le più importanti manifestazioni cittadine:
| Per approfondire, vedi la voce Personalità legate a Novi Ligure. |
Tra i novesi più noti si possono citare i grandi ciclisti Costante Girardengo e Fausto Coppi, il compositore Romualdo Marenco, il doge di Genova Paolo da Novi e il drammaturgo Paolo Giacometti. Grande notorietà ha acquisito pure in tempi più recenti l'attore e comico di origine novese Claudio Bisio.
Novi è costituita oggi da un impianto urbanistico che ne riflette le varie vicende storiche e lo sviluppo economico-sociale.
Il centro storico, dominato dalla collina su cui sorge la torre del castello - cuore della città, si sviluppa attorno la centrale piazza Delle Piane attraverso un intricato sistema di vie e vicoli che rispecchia l'origine medievale dell'antico borgo chiuso dalle mura. Proprio la disposizione irregolare dell'impianto medievale rende quasi svincolato dal punto di vista urbanistico il centro storico dai più recenti quartieri otto-novecenteschi adiacenti ad esso. Il sistema difensivo La città conserva ad oggi parzialmente l'immagine dell'originario abitato fortificato, nonostante l'abbattimento di gran parte delle antiche mura (avvenuto nel XIX secolo per permettere l'espansione dell'abitato) sono sopravvissuti il tratto meridionale delle stesse ed alcuni torrioni. Prima del parziale abbattimento esistevano solo quattro porte poste in corrispondenza delle principali direttrici, che garantivano l'ingresso in città: porta Genova (in direzione del capoluogo ligure, a sud), porta Pozzolo (in direzione Alessandria e Milano), porta della Valle (in direzione Serravalle Scrivia, ad est) e porta dello Zerbo (in direzione di Ovada, ad ovest).
Sul finire del XIX secolo, sotto l'operato di grandi imprenditori ed industriali locali quali Edilio Raggio e Ambrogio Dellachà, Novi vede espandere drammaticamente la propria importanza con l'arrivo della siderurgia e della ferrovia, diventando uno dei poli della nascente industria italiana. In questo periodo e durante i successivi primi decenni del Novecento nascono i primi quartieri al di fuori dei bastioni, caratterizzati da strade larghe e rettilinee, parallele e perpendicolari tra loro. Lo sviluppo edilizio si arresta solo nei momenti delle due guerre mondiali, per poi riprendere in modo vigoroso durante il periodo del cosiddetto "miracolo economico", con la creazioni di nuovi quartieri, costruiti per ospitare le famiglie dei numerosi migranti giunti in città per lavorare nelle industrie, che includono di fatto le antiche costruzioni di campagna quali la pieve di Santa Maria nel tessuto urbano cittadino.
Gli ultimi anni del XX secolo vedono l'avvio di importanti progetti tesi a riqualificare vecchie zone industriali ormai abbandonate e aree urbane mal utilizzate per riconsegnarle alla cittadinanza in una nuova veste funzionale. I maggiori interventi che tuttora sono in fase di realizzazione includono la riqualificazione e ripavimentazione del centro storico e l'edificazione del nuovo quartiere (Euronovi) nella grande area occupata un tempo dalla vecchia ferriera.
Le due frazioni del comune sono la Barbellotta e la Merella, entrambe nate anticamente quali realtà agricole distaccate dal centro città. Esiste poi un'area rurale comunemente denominata Basso Pieve, dislocata lungo la strada provinciale per Cassano Spinola, formata da un cospicuo numero di case e fattorie sparse nella piana alluvionale.
Centro Storico, Euronovi, G3, Giardini, Lodolino, Pieve, San Bovo, Stadio, Viali.
Novi Ligure è un importante centro industriale e commerciale della provincia, sul cui territorio hanno sede industrie siderurgiche (ILVA), metallurgiche e meccaniche. Importante polo dolciario (lavorazione del cioccolato) e alimentare: nella città hanno sede il gruppo Elah Dufour produttore del cioccolato Novi e delle caramelle Big Fruit, la storica Pernigotti (nata nel 1860, oggi proprietà del gruppo Averna) ed il principale stabilimento del gruppo Cinzano-Campari, inaugurato nella primavera del 2004 alle porte della città.
Zona vinicola, è uno dei centri di produzione del Gavi o Cortese di Gavi, nonché membro dell'Associazione Nazionale Città del Vino.
Sono presenti 19 sportelli bancari, approsimativamente uno ogni 1500 abitanti.
| Denominazione | Settore | Ambito produttivo |
|---|---|---|
| Campari | alimentare | alcolici |
| Gambarotta | alimentare | dolciario |
| Novi-Elah-Dufour | alimentare | dolciario |
| Pernigotti | alimentare | dolciario |
| Serra Industria Dolciaria | alimentare | dolciario |
| Bennet | grande distribuzione | ipermercato |
| Bioindustria | farmaceutica | farmaci |
| Euritalia | farmaceutica | farmaci |
| Italcementi | materiali da costruzione | cemento |
| Valditerra | meccanico | lavori ferroviari |
| Baglietto | siderurgico | acciai navali |
| Ilva | siderurgico | laminati piani |
| Per approfondire, vedi la voce Stazione di Novi Ligure. |
La città è servita da una stazione ferroviaria, sita in pieno centro cittadino. A questa si collegano:
In località San Bovo è inoltre presente una piattaforma logistica ferroviaria, detta parco ferroviario di Novi San Bovo - comprensiva di stazione ferroviaria dedicata - costruita nel 1885 (al tempo chiamato "il parco dei vagoni").
Il parco era capace di ospitare 500 carri e aveva annesso una rimessa per 18 locomotive con piattaforme girevoli. Fu il primo nel mondo ad essere illuminato per poter essere operativo anche di notte, nel 1891, arrivando a movimentare giornalmente ben 2400 carri merci.
Dal 1881 al 1953 fu attiva la tramvia Novi-Ovada.
| dei Giovi | |
| della Lomellina |
La città è punto di partenza della Strada Statale 211 della Lomellina, che la collega a Novara. La Strada Statale 35 bis dei Giovi, che tocca tangenzialmente il centro abitato, la congiunge invece al capoluogo Alessandria in un verso, e a Serravalle Scrivia dall'altro. Proprio a causa del traffico intenso e continuo verso Serravalle è prevista in futuro la realizzazione della "SS35 Ter".
| Strada Europea E25 | (Hoek van Holland - Genova) | |
| Strada Europea E62 | (Nantes - Genova) |
Nel territorio comunale passano due strade europee, la E25 e la E62.
| Autostrada dei Fiori | (Milano - Genova) | |
| Autostrada dei Trafori | (Voltri - Gravellona Toce) | |
| Diramazione A7/A26 | (Predosa - Novi Ligure) |
Novi è collegata ottimamente alla rete autostradale, attraverso il casello omonimo posto sulla bretella A26-A7. Questo garantisce, in virtù della favorevole posizione geografica all'interno del triangolo industriale Torino-Genova-Milano, collegamenti rapidi con le tre grandi città del Nord ovest e il mar Ligure. Ampiamente utilizzato, a causa della sua vicinanza, è pure il casello di Serravalle Scrivia, posto a soli
L'azienda locale di trasporto pubblico è la CIT, Consorzio Intercomunale Trasporti.
| Per approfondire, vedi la voce Unione Sportiva Dilettantistica Novese. |
La principale e più antica squadra di calcio cittadina è l'Unione Sportiva Novese, o più comunemente Novese, che fu vincitrice del campionato di calcio nel 1921-22 ed attualmente milita in Serie D, girone A. Da citare anche le altre due società calcistiche: la Comollo Aurora Novi e la Novi G3 entrambe in Prima Categoria.
| « …Ecco Novi. Una gran spesa. Una staccionata nuovissima in bianco e celeste trattiene il pubblico… Siamo a Novi, gente. Salutate è l'Università del ciclismo!" » | |
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(Carlo Bergoglio, cronaca della Milano-Sanremo del 1935)
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La città è legata al ciclismo da sempre. Punto di passaggio costante della Milano-Sanremo, la "classica di primavera" più volte vinta dai campionissimi concittadini Costante Girardengo e Fausto Coppi, nel 2007 Novi ha ospitato il campionato italiano di ciclismo su strada.
Per quanto riguarda invece le gare a tappe, Novi ha è stata spesso interessata sia dallo storico Giro dell'Appennino che dal più famoso Giro d'Italia, di cui sono da ricordare le edizioni:
| Per approfondire, vedi le voci Aeroporto di Novi Ligure e Ippodromo Corrado Romanengo. |
Rinomate sono la Mangini Novi nella B2 pallavolistica maschile e l'omologa femminile Aedes Novi che partecipa al torneo di Serie B1; note anche la società Forza e Virtù di ginnastica artistica e la società Novi Hockey, che milita nel campionato di serie B di hockey in-line. Inoltre è presente una squadra di basket, Black Basket Novi che milita in serie D. Si segnalano anche l'Associazione Sportiva di Volo a Vela "A.s.d. Voloavelanovi", presso l'aeroporto civile "E. Mossi" e le attività ippiche presso l'ippodromo di Novi Ligure Corrado Romanengo. Sempre per l'ippica è degna di nota la squadra cittadina di Horse-Ball LA BELLARIA nell'anno 2008 è vice campione Italiana.